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Di cosa parlare stasera a cena

L'attendismo del governo sulla Tav e il futuro di Alitalia

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

13 Febbraio 2019 alle 18:11

Alitalia e l'egualitarismo in aria

Foto LaPresse

Il gioco del rinvio è peggio del "no" alla Tav per l'opposizione. Perché non solo danneggia il possibile esito dell'opera, ma permette anche di massimizzare il gioco politico di entrambi i contraenti, consentendo ai 5 stelle di fare gli anti-Tav e alla Lega di presentarsi come paladina della concretezza nelle infrastrutture. Una situazione da cui l'opposizione del Pd cerca di venire fuori, chiedendo con insistenza un pronunciamento parlamentare (si direbbe per parlamentarizzare la crisi della Tav) mentre Forza Italia preme sì sul governo ma con l'intento di evidenziare la convergenza del centro-destra sul progetto. Tajani ha poi la possibilità di far leva sul profilo più europeista rispetto alla Lega che Forza Italia ha costruito in questi anni

  

Il governo invece punta sulla proroga, addirittura tentando di strappare tempi talmente lunghi da superare le elezioni europee (domanda ricorrente: ma che pensano che succeda con le elezioni europee? molte illusioni rivoluzionarie sembrano davvero mal riposte). Toninelli si è azzittato dopo la diffusione della discutibile analisi sugli effetti economici della Tav, gli altri ripetono le frasette pronte e messe a disposizione, il prof. avv. non dice nulla di significativo. Ma a parlare, e in questo caso invece il senso è forte e dirompente, è la commissione europea, alla quale, in sostanza, dell'analisi che tanto scalda i cuori italiani non importa un bel niente. Quel lavoro, per Bruxelles, non è nulla più di un esercizio per far divertire un po' il prof Marco Ponti e gli altri esperti ingaggiati per la valutazione. Per l'Europa la parte italiana della Tav era già stata valutata e, come è noto, anche finanziata. Insomma non c'è niente da riaprire. Il tutto si apprendeva mentre Ponti rispondeva in modo scientificamente perfino divertente alle domande postegli in Parlamento.

  

I punti deboli dell'analisi di Ponti (neanche così distruttiva comunque rispetto al sì al progetto) sono tantissimi.

 

Poi c'è l'incaponimento di chi il binario non lo vuole e non lo vuol vedere.

  

Intanto c'è lo schieramento degli emendamenti leghisti pronti a distruggere il reddito di cittadinanza. Comincia una guerra di posizione, in cui verranno usati, presumibilmente, sulla bilancia degli scambi interni alla maggioranza, che riguardano tante partite, dal voto sul processo a Salvini fino ad alcune nomine chiave ma lasciate ancora in sospeso, dalle opere pubbliche fino all'Alitalia. Tenendosi in bilico tra tutte queste vicende Di Maio prova a rialzare la testa e guarda al futuro del governo. Ma questa fiducia nella durata, mentre progressivamente si svuotano gli effetti pratici dell'azione di governo, ha un suono molto falso.

  

A proposito, nella danza attorno alla compagnia aerea è tornata in prima fila l'americana Delta assieme all'europea EasyJet. Si attende una decisione di Ferrovie, diventato il socio operativo, quello che dà la linea strategica agli sviluppi industriali e commerciali dell'Alitalia.

 

Intanto, mentre si attendono domani a Roma cinquemila imprenditori agricoli furiosi per la non-gestione dei danni causati dalla Xylella, ecco qual è l'idea, dal sapore pre-illuminista, con cui ci si accinge in Puglia a combattere il nuovo possibile focolaio di contagio per le piante. Una specie di camera d'isolamento o, se volete, di gigantesco preservativo da apporre sull'albero infetto la cui protezione però è stata presa in carico, con argomenti privi di riscontro scientifico, da associazioni locali, con contatti nel mondo grillino.

 

Per fortuna la scienza medica per gli umani segue strade meno influenzate dal ciarlatanismo magico antiscientifico. E si possono segnalare, anche con orgoglio, i risultati della ricerca italiana (espressione sempre discutibile perché in questi casi l'attività è sempre svolta assieme ad altri centri internazionali) nella messa a punto di una cura, con modalità simili a un vaccino, per estirpare il contagio da Hiv anche nel 90 per cento del residuo di infezione che resiste ai farmaci.

  

Si può parlare di Spagna, per un voto molto interessante e con evidenti riflessi italiani ed europei.

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