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Le cantonate sul Decreto Genova e le giravolte del M5s sullo spread. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

10 Ottobre 2018 alle 18:09

Le cantonate sul Decreto Genova e le giravolte del M5s sullo spread. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Incartati e senza strategia, i principali esponenti del governo italiano stanno per portare in Europa la manovra più pazza della storia repubblicana. Stupefacente ma ben rappresentativo della situazione il disaccordo, pari a un nonnulla come un miliardo e cento milioni di euro, tra il ministro Giovanni Tria e il ministro Matteo Salvini. Il responsabile dell'economia ha quantificato in 600 milioni le necessità finanziarie per coprire le minori entrate dovute al nuovo regime fiscale per gli autonomi che guadagnano fino a 65.000 euro lordi annui, ma per Salvini non ci siamo proprio, ne serviranno e ne sono stati indicati 1.100 di milioni. Il tutto condito da Salvini con l'affermazione sui documenti "che finalmente diranno la verità" anche riguardo ai numeri. Insomma dando al povero Tria del bugiardo, e tra l'altro un bugiardo che verrà sbugiardato proprio da carte firmate da lui stesso. Nel frattempo si sono perse per strada le indicazioni sul reddito di cittadinanza. Ma poi la pace viene raggiunta con una bella prospettiva triennale, addirittura i due firmano assieme una nota per dire che sì la pressione fiscale scenderà nel triennio al ritmo di 1,7 miliardi di euro, ovvero ciò che diceva Tria unito a un po' di fuffa contabile poliennale. E la confusione regna anche sulla parte previdenziale, con Tria costretto a imbellire le carte e a parlare non di riforma strutturale, durevole nel tempo, ma solo di cambiamento temporaneo, quasi di finestra aperta per breve tempo. E che dire dei rimborsi ai cosiddetti truffati dalle banche? il miliardo e mezzo indicato inizialmente potrebbe essere troppo o anche poco, a seconda di tante informazioni ancora da fornire, mentre costituirebbe un precedente costosissimo in vista di altre situazioni traballanti di alcune banche. Ah, poi c'è il condono: per Salvini, ancora, dovrebbe aggredire anche la parte di imposta dovuta e non solo sanzioni e more. Difficile che possa essere accettato, e sarebbe anche un super schiaffo non solo ai contribuenti onesti ma anche a quelli che si erano ravveduti con le rottamazioni delle cartelle (compresa, per sommo paradosso, quella che sembrerebbe essere in arrivo con la manovra).

  

Intanto il mondo ci guarda (male) e vede che le cose non si stabilizzano. I due leader non mollano, se ne fregano, tirano diritto, e non cercano quegli spazi di manovra cui pure avevano accennato i bene informati. Mentre diventano difficili da gestire, come era prevedibile, alcune vicende umane e personali, primariamente quelle due due presidenti di commissione, Borghi e Bagnai. Il primo incattivito dalla multa inflittagli da Banca d'Italia e il secondo deluso perfino dal deficit al 2,4 per cento e tendente comunque a un certo pessimismo nei rapporti umani. I mercati non sono affatto tranquilli. Oggi spread sul btp a 10 anni in leggero ribasso, ma sempre altissimo, e però pessima asta dei Bot, con rendimenti raddoppiati in un colpo, e Borsa che scende.

  

Divertenti sempre, e amari, i ripescaggi internettiani del Grillo-pensiero o del Grillo-insulto, spesso uniti per la verità. Ecco, grazie a Marco Seminerio, come il garante supremo della linea politica a 5 stelle si preoccupava anni fa della sorte dei conti pubblici.

 

La confusione della manovra riflette in generale quella di tutti provvedimenti legislativi gialloverdi. Succede anche con l'ormai mitico decreto Genova, prossimo all'ennesima riscrittura. E questa volta la cantonata l'ha certificata Raffaele Cantone. Luigi Di Maio prova con il rilancio sui fondi, dimenticando che il problema non è mai l'entità della cifra ma la capacità di spendere e di far arrivare ciò che serve a chi ne ha veramente bisogno.

  

Brexit sempre più nella confusione con il nodo dell'Irlanda del Nord che si fa più intricato.

 

Emmanuel Macron alle prese col rimpasto e il rilancio del governo.

 

Ma che sta succedendo in Cina? Tanti segnali di stretta sull'attività privata, quella che ha portato, pur tra contraddizioni alla straordinaria crescita recente, e gli effetti arrivano anche sui mercati delle merci, particolarmente quelli che sembravano più promettenti agli esportatori europei e italiani.

  

Le inondazioni alle Baleari. Il tempo molto brutto ha colpito anche il sud della Sardegna con interi paesi molto difficili da raggiungere anche vicino a Cagliari

 

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