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Le bugie sui migranti e il Jefta. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

17 Luglio 2018 alle 19:14

Le bugie sui migranti e il Jefta. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

I morti in mare e le coscienze sulle quali pesano.

  

E le tante bugie sui migranti da smentire.

   

Tito Boeri comunque è un campione dell'arte di stare al centro della scena cercando di fare il contrario. Più fa il tecnico più è indicato come politico, più cerca di abbassare il livello dello scontro e più è visto come contraltare al governo. Resta al suo posto, malgrado le parole di Matteo Salvini, con cui non ha alcun dialogo (e meno male, dice lo stesso Boeri). Ma qualcosa sembrerebbe davvero incrinato in modo definitivo anche con Di Maio, però, confermando quello che scrivevamo qui ieri, diventa impossibile, alla luce di questa nuova difficoltà di rapporti tra ministro e presidente dell'Inps, avere la necessaria collaborazione tecnica per portare a compimento le ambiziose modifiche al calcolo pensionistico e dei vitalizi. E prossimamente Boeri dovrà tirar fuori i calcoli sul costo delle riforme previdenziali possibili e in generale sulla situazione dei conti pensionistici. Ci sarà da divertirsi. Giovanni Tria è il suo corrispettivo rovesciato, più prende decisioni politiche e più è indicato come tecnico. Tria si tiene in equilibrio, depotenzia le formule propagandistiche (il reddito di cittadinanza è bellissimo ma in sostanza non è altro che una rimodulazione di strumenti già esistenti), fa nomine con discrezione (ma intanto alla Cassa depositi e prestiti dovrebbe spuntarla il suo candidato), si disinteressa saggiamente di ciò che non può influenzare, sul fisco se la prende col classico totem polemico, quella Irap che davvero nessuno difende (copyright di Silvio Berlusconi: Irap, cioè Imposta RAPina) ma che resiste da anni, anche se intaccata dal governo Renzi che stabilì la deducibilità del costo del lavoro dipendente dall'imposta.

  

Evviva il Jefta (mentre apprendiamo che pure il Ceta, per quanto sbeffeggiato a parole, resterà in vigore e continuerà a produrre i suoi effetti positivi). La lezione da trarne è che c'è una specie di forza sotterranea del mercato liberale e quindi del libero scambio per cui entrambi riescono ad affermarsi anche contro le parole e perfino contro i desideri dei leader politici, ovviamente compresi i leader strettamente e dichiaratamente populisti e sovranisti. E allora, se proprio a cena volete essere molto seri, ragionate sul paradosso della coesistenza di un mercato libero costruito attraverso decisioni politiche (e quindi con tutta la cornice di garanzie, diritto, legislazione) e di un mercato libero che si afferma nonostante i programmi politici.

  

Qui ci piacciono i discorsi fatti bene. Oggi ne arrivano due, dal presidente Sergio Mattarella, sull'Europa, e da Barack Obama, su cosa vuol dire tenere insieme una nazione (ricordando Nelson Mandela)

 

I Casamonica non sono imbattibili e il fronte del clan può incrinarsi, sta succedendo.

 

Intanto in Francia il Tour brinda alla prima vittoria francese, quella di Julian Alaphilippe sulle prime montagne alpine. E applaude Greg Van Avermaet che va in fuga per difendere la maglia gialla (e ci riesce).

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