Dalle parole di Conte al futuro di Cdp. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

5 Giugno 2018 alle 18:27

Dalle parole di Conte al futuro di Cdp. Di cosa parlare stasera a cena

Che vi è sembrato di questo Conte? Il tono, a cena, sarà questo nella maggioranza dei casi. Una specie di non saper che dire ma dirlo (che poi è l'essenza di questa newsletter), con la sensazione di essere rimasti imbrigliati nei modi professorali, nell'eterno avvocatesco meridionale, del presidente del Consiglio, e nella sua stessa condizione non di trascinatore ma di trascinato. Due chiacchiere col notabile di paese, magari per chiedergli una mano, e lui lì a convincerci che sì qualcosa può fare ma ci sono sempre altre volontà dalle quali si dipende. Qualcun altro invece partirà con tono deciso: "Niente male questo Conte", magari virando poi su qualche variazione del "pensavo peggio", ma nuovamente ci si sentirà irretiti, ipnotizzati dal nulla. Comunque per fortuna c'è la politica e ci sono i fatti, che attendiamo a questo punto con ansia. Mentre un po' da preoccuparsi c'è di fronte al putinismo dichiarato e alla genericità degli impegni economici.

 

Altri temi? Si può scherzare su un fatto: grazie al discorso di Conte, poi alla sua replica, e in mezzo alle dichiarazioni di voto, è successa una cosa buona, perché, evidentemente distratti da tutti quegli eventi e concentrati sul controllo degli sviluppi, i due vicepresidenti sono stati lontani dalla ribalta mediatica e ci hanno risparmiato, almeno per un giorno, strane sortite, mosse demagogiche, battute seguite poi da incidenti diplomatici

 

Ma poi Conte ha affrontato seriamente, cosa non fatta dal ministro dell'Interno, il terreno sociale e politico nel quale è maturato il delitto in cui è stato ucciso il sindacalista dei manovali Soumalia Sacko? Se l'è cavata con una formula di rito, di quelle buone per qualunque circostanza.

  

Intanto per fortuna polizia e inquirenti sembrano attivamente impegnati.

 

Opposizione che punta sulla banalità, i luoghi comuni, la mancanza di chiarezza. E anche sulle cose che mancano, come cultura, scuola, rassicurazioni su euro e stabilità. Spiritoso il senatore Monti (di cui qui si apprezza l'umorismo contro tutto e contro tutti). E brillante, in giornata, anche Matteo Renzi, che chiama Conte collega in quanto premier non eletto: "Perché votiamo contro? Perché questo contratto è scritto con l'inchiostro simpatico. È un contratto che è garantito da un assegno a vuoto".

  

Mentre da Liliana Segre arriva una lezione morale e politica.

 

E da Oscar Farinetti arriva un'altra lezione

  

L'addio al grande sindacalista Pierre Carniti, leggete la sua storia anche per capire meglio cosa è successo in anni in cui non si tendeva a semplificare e tagliare tutto con l'accetta, ma in cui ci si misurava faticosamente con la politica e con le richieste sociali.

  

Eppure qualcosina sui mercati resta, un fondo di perplessità, qualche preoccupazione sulla tenuta dei conti italiani. E quindi, anche se detestiamo i discorsi finanziari a cena, ecco qualche spunto. Però, con un tocco di internazionalità, potete ricordare, con scongiuri, il caso freschissimo di Barbados, dove al "non vi pago" rivolto ai prestatori esteri ecco cosa segue (guardate bene la linea blu pressoché verticale)

 

 

Intanto alla cassa depositi e prestiti si sfila da sé Costamagna, rinunciando a correre per un altro mandato, e fioccano le previsioni sul successore, ovviamente di indicazione legastellata.

  

In Germania si apre il dibattito sull'applicazione a rovescio del metodo di Rocco Casalino e un conduttore di talk-show con ascolti rilevanti decide di tenere fuori dal suo studio il capo di Afd, estrema destra xenofoba e nazionalista.

  

Harvey Weinstein si dichiara innocente e si prepara alla battaglia giudiziaria.

  

Miss America non verrà più scelta per l'aspetto fisico, quindi ci si può coprire, senza stare più in costume. Tutto bene e tutto molto #MeToo. Difficile però, fin d'ora, il ruolo delle persone cui è affidato il giudizio. Una generica e indefinibile meritocrazia? La simpatia? Chi prima arriva vince? La deresponsabilizzazione della scelta a sorte? Insomma, si va verso guai maggiori di quelli legati alle proteste per sessismo e per sfruttamento del corpo femminile. Intanto incombe, ineludibile, il passo successivo. Per pareggiare le condizioni e lottare contro le diseguaglianze si potrebbe passare direttamente al burqa. A cena il tema è infallibile, ma non buttatela subito in volgarità ("così puoi vincere anche tu...") e non negatevi qualche riflessione.

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