Vannacci e il manuale per il concorso all'Agenzia delle Entrate: i gusti degli italiani nella classifica Amazon

Michele Masneri

Per la vincitrice del Premio Strega bisogna scendere fino alla venticinquesima posizione. Il paese reale nella lista dei libri più venduti

Anche i più feroci odiatori di Amazon converranno che le sue classifiche sono comunque servizio pubblico (e non parliamo delle classifiche salva-ego, quelle per cui tutti siamo stati per quindici minuti primi in settori specifici: in quello dei libri sui funghi, in quello del self help per capelli sfibrati, in quello dei memoir pensosi su infanzie ad Avellino).

 

No, proprio la classificona generica, specie di Auditel che registra movimenti e sommovimenti dei gusti degli italiani, lontani dai cassieri occhiuti di Feltrinelli e dai vicini giudicanti di ombrellone. Ecco dunque i dieci libri più acquistati ieri nel segreto dell’Internet. Primo, ovviamente, l’autopubblicato e autarchico “Il mondo al contrario”, del generale Vannacci. Adesso un altro grandissimo personaggio dei nostri tempi, l’ideologo romagnolo dall’occhio ceruleo Francesco Giubilei, anche editore con la sua “Giubilei Regnani”, gli ha proposto di pubblicarlo lui, il libro, ma Vannacci sarà fascio ma mica è scemo, con l’autopubblicazione si becca tutti i diritti, perché mai dovrebbe scendere al 10 per cento del prezzo di copertina come noi poveri scriventi conto terzi? Oltretutto la Giubilei Regnani su dieci titoli che pubblica cinque sono opere dello young fascist Giubilei (versione italiana dello young adult): insomma autopubblicazione di fascia alta.

 

Ma torniamo alla super classifica show. Secondo posto, Autori Vari, “Manuale per Concorso per 3970 funzionari per attività tributaria”. In Italia si sa che leggiamo pochissimo e paghiamo ancor meno le tasse, ma c’è evidentemente tutto un business editoriale di manuali per aspiranti istruttori fiscali. Che paese. Lo pubblica la Adelphi dei concorsi, la leggendaria Simone (versione manuale più quiz). “Mi sento sicura e preparata per affrontare la prova del concorso”, scrive l’utente Grazia, che ha messo cinque stelle di recensione. 


Terzo posto, “Cosa porto a scuola?”, per mamme e papà scossi dalla prospettiva del rientro (autrici Verdiana Ramina e Chiara Cattaneo). Solo quarto, un libro della compianta Michela Murgia, ma non come ci si aspetterebbe “Tre ciotole”, testamento spirituale scritto in articulo mortis, bensì il suo più antico “Accabadora”, forse perché suona più sardo, come un piatto di fregola pare più estivo, marinaro. L’altro giorno del resto Alba Parietti in un tweet non si sa se vero o falso ha espresso anche lei il suo cordoglio per la scomparsa di Murgia, con un hashtag però errato, #boccadora, forse confondendosi con “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse. Al quinto posto un altro manuale di puericultura, al sesto riecco il Simone per il concorsone all’Agenzia delle entrate (in versione quiz. A quando il podcast? e il Meridiano?).


Al settimo posto, un romanzo di tale Jenny Han, “Per noi sarà sempre estate”: entriamo qui in quel mondo misterioso dei bestseller che trionfano all’Autogrill fra i tobleroni giganti, sia detto con invidia e non in modalità Alainelkann. Ma sono libri che nelle classifiche presentabili sulla Lettura non compaiono mai o rimuoviamo immediatamente, sgorgano da quella “varia” che non degniamo di uno sguardo, insomma che mai metteremmo  nella nostra sacchettina di tela del New Yorker). All’ottavo posto, “Donne che pensano troppo”, che non è un’altra opera del poligrafo Vannacci bensì un bestseller di Susan Nolen-Hoeksema. Al nono  arriva finalmente “Tre ciotole” di Murgia; della vincitrice del Premio Strega Ada D’Adamo con “Come d’aria” non c’è traccia, bisogna scendere al venticinquesimo posto (forse perché esaurito). Chiude la classifica dei primi dieci invece “Succede sempre qualcosa di meraviglioso”, di tale Gianluca Gotto, un Paulo Coelho nostrano che non abbiamo visto arrivare. Il suo “Le coordinate della felicità” è primo anche nella categoria “Letteratura di viaggio”. Maledetto. E non è neanche autopubblicato.
 

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  • Michele Masneri
  • Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).