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L’editore si è fatto scrittore

La gioventù nel Dopoguerra, il primo incontro con due poeti, uno tinto e l’altro cattivissimo, il primo curriculum rifiutato. A colloquio con Gian Arturo Ferrari, l’uomo con la valigetta che ha lanciato gli scrittori di una generazione

17 Febbraio 2020 alle 10:42

L’editore si è fatto scrittore

Fabio Cipolla, "Amusante Lekture", 1935 (Wikipedia)

I libri gli piacciono proprio ma non ha niente di libresco. Settantasei anni, pantalone rosso, giacchetta a quadri, bretelle, valigetta, Gian Arturo Ferrari sembra una spia inglese ma con una faccia molto lombarda da rappresentante di whisky. Due matrimoni, tante vite, soprattutto tanti libri (degli altri). Siamo in una libreria del tipo moderno, con caffè e cucina, e Ferrari fa tappa a Roma nel suo tour di presentazione di “Ragazzo italiano”, appena uscito per Feltrinelli, storia romanzesca ma non troppo...

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Michele Masneri

Michele Masneri è bresciano e vive prevalentemente sull’alta velocità tra Roma e Milano. Scrive schizofrenicamente di cultura, società e architettura. Come molti italiani ha scritto un romanzo, si intitola "Addio, monti", non c'entra con l'ex premier, ed è edito da minimum fax. Usciranno presto in volume i suoi reportage dalla Silicon Valley, dove è stato inviato per questo giornale.

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