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Cogliere i fatti sociali senza dare lo strizzacervelli ma con il gusto del grottesco

I diari (1963-1989) di Elvio Fachinelli, psicoanalista e aforista

1 Dicembre 2019 alle 06:06

Cogliere i fatti sociali senza dare lo strizzacervelli ma con il gusto del grottesco

Elvio Fachinelli e Cesare Musatti, di spalle, sulla terrazza di un ristorante a Roma nel 1969 (© Lisetta Carmi 1969, Collezione privata Fachinelli)

Ci sono psicanalisti e psicanalisti e naturalmente può accadere che fra loro non si piacciano molto. Ho appena ricevuto, fresco di stampa, un piccolo libro di Elvio Fachinelli, “Grottesche”, uscito nella Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile ideata da Giovanni Nucci per le edizioni Italo Svevo. Dagli anni Sessanta in poi, Fachinelli (1928-1989) è stato con Giovanni Jervis uno dei più colti e intellettualmente dotati studiosi di Freud e terapeuti. Ebbi modo di conoscerli entrambi ai tempi di Quaderni piacentini, ma...

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Alfonso Berardinelli

Roma 1943. Critico letterario e saggista, si è dimesso dall’insegnamento universitario nel 1995, lavora oggi fra editoria e giornalismo, dirige la Scheiwiller Prosa e Poesia. Fra i suoi libri: “L’esteta e il politico: sulla nuova e piccola borghesia” (1986), “L’eroe che pensa: disavventure dell’impegno” (1997), “Autoritratto italiano” (1998), “Stili dell’estremismo” (2001), “La forma del saggio” (2002), “Che noia la poesia” (2006, con H. M. Enzensberger), “Casi critici: dal postmoderno alla mutazione” (2007), “Poesia non poesia” (2008).

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