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Da Cristina D’Avena a Salvini. I cent'anni di Zorro, il primo dei supereroi

Prima di cinema e tv, la storia di Don Diego Vega era stata un romanzo. Con un successo talmente strepitoso, da far girare quasi subito un film

6 Agosto 2019 alle 06:00

Un supereroe senza superpoteri

A maggio è tornato a sventolare la sciabola. Bandana nera sugli occhi e mantello svolazzante, ha occupato per giorni i social network e i discorsi della rete. Ma, sotto il cappello di feltro, al posto del viso di Don Diego c'era quello del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

    

  

Al Salone di Torino, il dibattito ha ruotato, per lunghi giorni, attorno a “Io sono Matteo Salvini”, il libro della casa editrice Altoforte, vicina a CasaPound, dedicato al leader leghista. La prima pagina del testo scritto da Chiara Giannini raccontava che il vicepremier di ingiustizie ne ha subìte tante nella vita, sin da bambino: “All’asilo gli rubarono il pupazzetto di Zorro”. Un brano che ha scatenato l’ironia della rete, tra tweet sarcastici e fotomontaggi.

   

    

Ma, ben prima di fare piangere il piccolo Salvini, il vendicatore mascherato aveva già sedotto intere generazioni. Cent’anni fa, il 6 agosto del 1919 apparve ufficialmente il primo dei supereroi. Un supereroe senza superpoteri, in realtà. Zorro, che poi in spagnolo significa “volpone”, si limita a essere imbattibile con la spada. “Zorro Zorro Zorro/ di te chi è cattivo ha paura/ Zorro Zorro Zorro/ la tua spada è giustizia sicura/ Zorro Zorro Zorro a cavallo di notte colpisci/ Zorro Zorro Zorro è una zeta la firma che lasci”, riassumeva in modo ingenuo ma efficace una sigla tv del 1977.

  

Anche se i più giovani forse ricordano soprattutto Cristina D’Avena nella sigla italiana dell’anime in 52 puntate del 1994.  

  

 

 

Però, del supereroe Zorro ha tutto il resto: la doppia identità; la maschera; il costume; la lotta per il bene e contro il male. E a guardar bene, poi, non è anche Batman un supereroe senza superpoteri ma solo appoggiato alla sua straordinaria prestanza atletica e al suo acume, oltre che alle diavolerie da lui inventate? Attenzione, anche Batman nel 2019 ha celebrato un anniversario tondo: 80 anni, giusto lo scorso 27 maggio. Non è un uomo-volpe, ma un uomo-pipistrello. Però è al costume di Zorro che Bob Kane si ispirò per disegnare il suo eroe, ed è all’uscita di un cinema dove hanno visto “Il segno di Zorro” che Bruce Wayne da ragazzino vede il padre e la madre uccisi da un rapinatore. “Giuro sullo spirito dei miei genitori di vendicare la loro morte spendendo il resto della mia vita a combattere contro tutti i criminali”, è il suo voto.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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