Dopo Tim Cook, da Ceccherini arriva la professoressa della Silicon Valley

Esther Wojcicki sarà al “Bilderberg” dell’editoria in Toscana

20 Aprile 2018 alle 15:22

Esther Wojcicki

Esther Wojcicki (foto di Joi Ito

Roma. Non si arresta la parata di potenti messi in campo da Andrea Ceccherini, l’eminenza grigia dell’Osservatorio Giovani-Editori che ogni anno raduna in Toscana un Bilderberg dell’editoria. Dopo aver portato a Firenze il ceo di Apple Tim Cook in ottobre, ieri Ceccherini ha presentato i nuovi palinsesti del convegno “Crescere tra le righe”, che si svolge come ogni anno nella augusta tenuta la Bagnaia di Marisa Monti Riffeser. Ci saranno il direttore del New York Times Dean Baquet, del Wall Street Journal Gerard Baker del Washington Post Martin Baron.

 

Ma Ceccherini, sempre più siliconvallico, mette in campo anche i responsabili editoriali dei colossi digitali, nell’intento di celebrare un matrimonio riparatore tra mondo della stampa e quello del tech, visto il momentaccio: il vicepresidente delle news di Google, Richard Gingras, la direttrice News Products di Facebook Alex Hardiman e il direttore Global Content partnerships e news di Twitter Peter Greenberger.

 

Gli ospiti sguazzeranno in golf car per la tenuta toscana insieme a poteri forti e meno forti nazionali: i meglio editori Urbano Cairo, Marco De Benedetti, John Elkann; i direttori Luciano Fontana (Corriere), Guido Gentili (Sole 24 Ore), Maurizio Molinari (la Stampa), oltre a star come Ferruccio de Bortoli e Massimo Gaggi del Corriere della Sera e alla presidente della Rai Monica Maggioni. Tutti a mischiarsi in una specie di Bohemian Club, il club californiano dove i capitalisti passano weekend segretissimi in braghette confidandosi strategie e segreti al chiaro di luna. Qui però è tutto meno rustico e ci sarà anche l’accompagnamento musicale di Andrea Bocelli.

 

Ma mentre si riflette che, decaduto l’estro renziano, la convention di Ceccherini si configura come unico grande centro di potere fiorentino-globale, l’ospite più interessante di quest’anno sarà una professoressa. Non una beneficiata dalla “buona scuola”, bensì la poco conosciuta (in Italia) Esther Wojcicki, docente di liceo al Palo Alto High Shool, il liceo dei cervelloni d’America. Detta “Voj” dagli affezionati studenti che qui non son diventati avvocati e notai come nelle nostre province bensì miliardari digitali, la Wojcicki tiene infatti un famoso corso di giornalismo nella scuola più ambita dei figli dei siliconvallici, scuola pubblica ma con alto tasso di cervelloni dove ha fondato un programma di giornalismo considerato il migliore degli Stati Uniti.

 

Wojcicki è stata prima giornalista in proprio e poi si è dedicata all’insegnamento: l’attore e scrittore James Franco, che è stato suo allievo, autore tra l’altro di un omonimo libro di racconti, “Palo Alto”, ambientati nella scuola, la ringrazia sempre pubblicamente. Franco, che ha frequentato il liceo insieme al fratello Dave, ha incensato la sua ex professoressa in un programma che si chiama “Honored” che mira a valorizzare le figure di insegnanti prominenti. L’attore ha ricordato come la Wojcicki insegnasse agli alunni l’intero processo di come si fa un giornale, “dalla proposta di notizie al disegno della pagina”, e “spesso abbiamo battuto anche giornali veri con degli scoop”.

 

Sotto le cure della professoressa (su cui si sta facendo pure un documentario), hanno studiato poi la figlia di Steve Jobs, il giornalista dell’Economist Gady Epstein, quella della MIT Technology Review Rachel Metz e Nik Ajagu, uno dei massimi dirigenti di Facebook. Ma Voj è nota anche per essere una specie di regina Vittoria della Silicon Valley; le sue figlie siedono infatti sui meglio troni californiani; Susan Wojcicki è la ceo di YouTube, dopo essere stata vicepresidente di Google. Janet è professoressa di pediatria alla università di California-San Francisco (mentre il papà insegna Fisica a Stanford). La terza, Anne, ha sposato il fondatore di Google Sergej Brin, a cui la famiglia Wojcicki affittava un appartamentino e il sottostante garage in cui, en passant, è stata fondata Google. E poi non contenta ha fondato 23andMe, fondamentale startup che traccia il Dna umano (scelta abbastanza comprensibile, visti i successi della famiglia forse dovuti a bestiali genetiche).

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    20 Aprile 2018 - 20:08

    Bene che arrivino tutti questi geni: c'è da sperare che qualcosa cambi sulla lettura dei giornali da parte dei giovani. Onore a Ceccherini, ma c'è da sperare che l'iniziativa del quotidiano a scuola dia i suoi frutti, magari preparando gli insegnanti sull'importanza dei giornali per approfondire le notizie, con risvolti positivi per la cultura e la preparazione di un individuo.

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