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Chi c'è, chi non c'è, chi potrebbe vincere. Ecco la “sporca dozzina” del Premio Strega

Alcuni dei titoli in corsa erano già sicuri da un po’. Fuori Dori Ghezzi, Loredana Lipperini e Severino Cesari. Ora non resta che aspettare la cinquina

19 Aprile 2018 alle 18:10

Chi c'è, chi non c'è, chi potrebbe vincere. Ecco la “sporca dozzina” del Premio Strega

Un'immagine della finalissima del Premio Strega al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto LaPresse)

Come di consueto, dopo un lungo periodo di gestazione, tra ipotesi, totoscommesse e qualche blanda certezza, habemus la “sporca dozzina” del Premio Strega 2018.

Di alcuni titoli in corsa qualcuno era già sicuro da un bel po’, come “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda), un romanzo uscito a settembre dello scorso anno e che ha avuto il plauso dal pubblico e dalla critica; o come il libro di Yari Selvetella, “Le stanze dell’addio” (Bompiani), con la sua storia struggente e un taglio fortemente “realistico”.

  

Ecco tutti i titoli in corsa per il premio Strega 2018

  

Ma prima di buttarci nella mischia, azzardando qualche previsione, affondiamo la penna in una faccenda importante: il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, lo scorso marzo aveva annunciato che ci sarebbero state alcune importanti modifiche al regolamento dello Strega, tra cui la possibilità che ognuno dei quattrocento (quattrocento!) Amici della Domenica potesse presentare una candidatura in modo indipendente, senza la raccomandazione di un secondo Amico, come da tradizione.

E quindi giù di segnalazione in segnalazione, così che il Comitato direttivo si è trovato davanti ad un ventaglio di proposte ben più ampio degli anni passati. Inoltre, c’era la possibilità – non sfruttata, in questo caso – che il Comitato direttivo inserisse nella dozzina anche romanzi non segnalati dagli Amici. Nuove regole che, tanto nella forma quanto probabilmente nella sostanza, avrebbero dovuto (così si dice) agevolare l’accesso al Premio ai piccoli e medi editori; di fatto, resta certa solo una cosa: il potere indiscusso del Comitato direttivo. Insomma, partecipare al Premio Strega non è mai stato così emozionante (qualora si riesca a destreggiarsi fra la folla, ovviamente).

 

Ma ora, liberi da ogni burocratico tecnicismo, cerchiamo di capire chi possa non solo aggiudicarsi la cinquina – che verrà annunciata il prossimo 13 giugno – ma addirittura aspirare alla vittoria.

In molti parteggiano per “La corsara” di Sandra Petrignani (Neri Pozza), il ricco volume che l’autrice ha dedicato alla figura di Natalia Ginzburg, un ritratto (non una biografia) completo e complesso, che va dalle passioni, dalla vita privata della scrittrice, fino alla letteratura e alla scrittura, al mondo di intellettuali ed amici che ruotava attorno alla Ginzburg.

 

Qualcuno si è già schierato apertamente con il giovane (28 anni) autore di origini albanesi Elvis Malaj, “Dal tuo terrazzo si vede casa mia”, edito da una piccola casa editrice, Racconti edizioni, che ha dato e continua a dare grandi soddisfazioni ai lettori, soprattutto a quelli del 2000, giacché la loro mission è chiara: puntare tutto sulle short stories, ed ecco che il tanto snobbato racconto torna di moda.

 

Giunge voce – una voce piuttosto acuta e insistente – che fra i prediletti ci sia il buon, e soprattutto bravo, Marco Balzano (Premio Campiello 2015), che con “Resto qui” (Einaudi) porta il lettore fino al paese di Curon Venosta, raccontando la storia di Trina e della diga che ha sommerso l’intero villaggio dando origine al Lago di Resia.

 

Come sempre, la Storia è scritta dai vincitori, ma noi siamo qui a fare le veci anche di chi non ce l’ha fatta, giacché parliamo di “sconfitti” di tutto rispetto; infatti non sono entrati nella dozzina tre fra i nomi più papabili, Dori Ghezzi, Loredana Lipperini e soprattutto Severino Cesari. Dopo la sua morte, è arrivato in libreria per Rizzoli “Con molta cura – La vita, l’amore e la chemioterapia a km 0”, una raccolta intensa delle riflessioni che Severino ha condiviso con i suoi lettori virtuali, un diario della malattia che copre l’arco di tempo 2015-2017. Qualcuno ne aveva previsto addirittura la vittoria secca. E invece.

 

Grandi esclusi a parte, ora non ci resta che attendere il verdetto per la cinquina e partecipare alla finalissima il prossimo 5 luglio, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Purtroppo non è ancora stato inserito il televoto da casa, quindi non ci resta che sperare e per quanto riguarda il vincitore, almeno per quest’anno, “speriamo che sia femmina”.

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