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La donna che cadeva nel pozzo

Impaurita e coraggiosa, spaventata dalla vita e totalmente aperta alla vita. Natalia Ginzburg nel racconto di Sandra Petrignani: un’infelicità superata dalla gioia del mestiere di scrivere

19 Febbraio 2018 alle 10:57

La donna che cadeva nel pozzo

Natalia Ginzburg. Archivio LaPresse

“Come ti voglio bene, cara. Se ti perdessi, morirei volentieri. Ma non voglio perderti, e non voglio che tu ti perda nemmeno se, per qualche caso, mi perderò io. (…) Ti amo con tutte le fibre dell’essere mio (…) Ti bacio ancora e ancora e ancora. Sii coraggiosa”. Leone Ginzburg scriveva le ultime parole alla moglie Natalia dal carcere di Regina Coeli, dove morì per mano delle SS, a trentacinque anni. “Morto di cuore e di botte”, ha detto Natalia...

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Annalena Benini

Annalena Benini

Nata a Ferrara nel 1975, laureata in Legge, è al Foglio dal 2001. Scrive di costume, di persone, di libri e di quello che succede. Cura per il Foglio un inserto settimanale, Il Figlio, che esce ogni venerdì. Vive a Roma, è sposata e ha due figli.

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