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Il ponte di Genova, cronistoria di un'impasse populista

Viaggio nel tempo, dal crollo del ponte Morandi al nuovo viadotto firmato da Renzo Piano. Dalla retorica incendiaria del M5s contro Benetton alla concessione ad Autostrade. E sul decreto di Toninelli decide la Consulta

Enrico Cicchetti

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cicchetti@ilfoglio.it

8 Luglio 2020 alle 16:29

Il ponte di Genova, cronistoria di un'impasse populista

La ricostruzione del nuovo ponte di Genova (foto Marco Alpozzi/LaPresse

Il punto, tutto sommato, è semplice. Dopo il crollo del ponte Morandi, il 14 agosto 2018, il nuovo ponte di Genova è stato ricostruito e dovrebbe essere consegnato il 29 luglio. Autostrade per l'Italia (Aspi) – che fa parte del gruppo Atlantia e che fa riferimento, come principale azionista, alla famiglia Benetton – è pronta a gestirlo, ma sulla società pesa ancora, a due anni dal crollo, la minaccia della revoca della concessione da parte del governo, in particolare del fronte Cinque stelle. Oggi la Corte costituzionale deciderà se il decreto Genova, fortemente voluto dall’ex ministro Toninelli per escludere Aspi dai lavori, abbia o meno violato principi costituzionali e se quindi l’esclusione della società sia stata legittima.

 

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