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Sulla Sea Watch 3 deciderà Strasburgo

Nel dodicesimo giorno al largo di Lampedusa, alcuni migranti hanno fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Gli sbarchi intanto continuano mentre nuovi dati confermano che non sono le ong a incentivarli

24 Giugno 2019 alle 14:34

Sulla Sea Watch 3 deciderà la Corte di Strasburgo

foto LaPresse

La Corte di Strasburgo deve decidere in queste ore se i 43 migranti che da 12 giorni sono a bordo della nave Sea Watch 3 devono sbarcare o meno a Lampedusa. Alcuni naufraghi recuperati dall’imbarcazione hanno presentato ricorso alla Cedu (la Corte europea dei diritti dell’uomo) per denunciare una “grave violazione dei diritti umani” da parte del governo italiano. Si tratta di una procedura urgente ed emergenziale – che avrà esito nel giro di poche ore – a cui si ricorre per denunciare atti ancora in corso e sospettati di essere disumani e degradanti. Sia il governo italiano sia SeaWatch hanno già presentato le rispettive memorie ai giudici di Strasburgo chiamati a esprimersi. Anche lo scorso gennaio alcuni migranti avevano presentato un ricorso alla Cedu per il caso delle 47 persone rimaste a bordo della nave umanitaria per oltre 10 giorni in attesa di un approdo in Sicilia. In quel caso, i giudici europei avevano deciso che l’Italia aveva l’obbligo di assistere i migranti con acqua, cibo e medicinali, ma non si erano espressi sulla necessità di assegnare subito un porto.

  

 

Le condizioni a bordo restano difficili. Finora sono 11 le persone che hanno avuto bisogno di essere sbarcate con urgenza a causa del peggioramento delle loro condizioni di salute. “Il rispetto dell’interdizione all'ingresso determina un penoso stillicidio mentre non abbiamo indicazioni alternative”, denuncia l’ong Sea Watch.

  

 

Intanto, il governo insiste nel dire che devono essere la Germania e l’Olanda a farsi carico di queste 43 persone. “L’Unione europea vuole risolvere il problema SeaWatch? Facile. Nave olandese, ong tedesca: metà immigrati ad Amsterdam, l’altra metà a Berlino. E sequestro della nave pirata. Punto”, ha scritto su Twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Ma le ong ripetono che il porto sicuro più vicino è Lampedusa e che le convenzioni internazionali e le leggi del mare impongono un aiuto immediato a chiunque si trovi in difficoltà durante la navigazione. Non mancano le offerte di aiuto lanciate anche dal nostro paese. La diocesi di Torino, tramite il suo arcivescovo Cesare Nosiglia, ha detto di essere pronta ad accogliere tutti “senza oneri per lo stato”.

 

Ma come chiaro ormai da mesi, i porti italiani restano aperti e gli sbarchi sulle nostre coste, a parte i casi più eclatanti come quello della SeaWatch 3, continuano con regolarità. Negli ultimi 12 giorni sono state almeno 6 le barche provenienti anche da Tunisia e Turchia. L’ultimo caso è quello di 59 migranti parti dalle coste turche e intercettati a bordo di una barca a vela rimasta incagliata al largo di Crotone; in questo caso sono stai arrestati i due scafisti di nazionalità ucraina. Così come continuano i respingimenti dei migranti in Libia, con almeno 200 persone riportate negli ultimi giorni nelle carceri del paese nordafricano dalla cosiddetta Guardia Costiera libica. Soprattutto, proseguono gli sbarchi autonomi di piccole imbarcazioni cariche di persone che sfuggono ai controlli delle autorità italiane. Dopo il caso della scorsa settimana – quello della “nave madre”, cioè di un peschereccio da cui i migranti sono fatti trasbordare su imbarcazioni più piccole una volta arrivati a una distanza ridotta dalle coste italiane – la procura di Agrigento sta indagando per trovare una spiegazione al numero elevato di sbarchi avvenuti eludendo i controlli alle frontiere.

  

 

Secondo l’Ispi, il 2019 conferma quanto già acclarato da diverso tempo, ovvero che la guerra dichiarata dal governo gialloverde alle ong – tramite i due decreti sicurezza approvati di recente – non incide sul numero degli arrivi. I dati riportati dal ricercatore Matteo Villa dicono che tra il 1° maggio e il 21 giungo di quest’anno sono partite dalla Libia almeno 3.926 persone; con le ong al largo, le partenze sono state 62 al giorno, senza ong sono state 76.

Luca Gambardella

Luca Gambardella

Sono nato a Latina nel 1985. Sangue siciliano. Per dimenticare Littoria sono fuggito a Venezia per giocare a fare il marinaio alla scuola militare "Morosini". Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche a Gorizia. Ho vissuto a Damasco per studiare arabo. Un paio di tirocini al ministero Affari esteri e al Parlamento europeo, abbastanza per capire che dovevo fare altro. Nel 2012 sono andato in Egitto e ho iniziato a scrivere di Medio Oriente e immigrazione come freelance. Dal 2014 lavoro al Foglio.it

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    25 Giugno 2019 - 08:08

    Che ci sia un rivolo di immigrati che entra non è segno di fallimento delle politiche migratorie. La diga può colare, l'importante è che tenga. Qiello che sta avvenendo nella Francia beurizzatsa e che è descritto oggi qui è la riprovs che è necessario impedire a tutti i costi la formazione di una seppur minima massa di manovra politico-sociale di stampo islamico oo comunque afferente a blocchi culturali inassorbibili.

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  • carlo.trinchi

    24 Giugno 2019 - 19:07

    Continuate così e Salvini si toglie le felpe e si mette la divisa e gli stivali delle sette leghe. Poi date la colpa ai sovranisti. I preti li accolgono gratis? Bene, che li tengano nei loro conventi sempre e non con permessi di libera uscita. Sono migranti libici che fuggono dalla guerra in Libia? No, sono migranti africani che servono per portare caos in un paese, l’Italia, che non sa più a che santo votarsi. Se si fa un sondaggio sul tweet di Salvini vedrete che ha un gradimento del 95%. Se chi farà opposizione non dirà chiaramente la sua posizione sui migranti farà meglio a non presentarsi, pena una sconfitta annunciata. Il PD copi e Calenda segua in itinere.

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  • Giovanni

    24 Giugno 2019 - 16:04

    Possiamo dire che tutta questa storia è paradossale? E tutta questa farsa, dopotutto, non fa altro che rendere Salvini sempre più forte? Gli italiani sono sempre più stufi dall'essere obbligati ad accogliere migranti. Migranti economici non provenienti da paesi in guerra. Mettiamo che una Ong italiana prendesse dei migranti e li portasse davanti alle coste olandesi o a quelle tedesche chiedendo ai due paesi di accoglierli e poi ancora e ancora e ancora. Come andrebbe a finire? Poi ci chiediamo perchè l'antieuropeismo stia aumentando?

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  • luigi.desa

    24 Giugno 2019 - 16:04

    Gli antichi negrieri ,qualche secolo fa, catturavano i neri del Corno Africa per portarli schiavi nel Centro America poi smistati negli Stati Uniti. Per vil denaro. I nuovi negrieri travestiti da Buoni Samaritani per vil denaro non schiavizzano i neri in attesa sulle sponde del Nord-Africa ma per vil denaro li portano in molta misura in Italia per ridurli a condizioni semi -schiavistiche a raccogliere verdure nei campi a un cottimo che manco i negrieri che almeno vitto e alloggio lo concedevano. luigi de santis

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