Cose da pazzi a Roma. Per un cavillo chiudono il Mercato centrale

Circondati da abusivi, cucine puzzolenti, orrori kebabbari e degrado: “Mi sento in una favola buffa”, dice il proprietario

Cose da pazzi a Roma. Per un cavillo chiudono il Mercato centrale

Il mercato centrale di Roma. Foto LaPresse/Vincenzo Livieri

Roma. Il Mercato centrale di Roma, isola felice accanto alla stazione Termini in una zona dove tutto è sbrecciato e sporco e rotto, e dove l’illegalità è diffusa, è stato chiuso dall’Asl. E pare una storia incredibile, a sentire quello che racconta Umberto Montano, il proprietario che lo ha fondato dopo il successo di quello di Firenze.

  

Montano al Foglio dice di sentirsi “bastonato”. “Mi sento in una favola buffa. Non ho mai avuto una sanzione che fosse una in 40 anni di lavoro”. Ammette di aver commesso un errore, una leggerezza, dice che c’è stato un eccesso di romanticismo, cui però ha fatto seguito implacabile la scure della burocrazia. Ed è surreale in un quartiere, quello attorno alla stazione Termini, in cui gira qualunque cosa, alla faccia non solo delle norme igieniche. La storia è dunque questa. Con una prima verifica fatta il 20 dicembre, gli ispettori avevano visto che la capatura dei carciofi era effettuata “dove passano le persone”, ci dice Montano. “La dottoressa Cappiello, funzionaria dell’Asl, ci aveva imposto di non fare questa operazione in corridoio, perché le norme igieniche non lo consentono. Noi siamo profondamente legati all’idea di far vedere alla gente la pulizia del carciofo e io su questo romanticismo mi sono personalmente fissato”. Quindi “arbitrariamente, senza averla prima sentita, anche se era nelle mie intenzioni che questo avvenisse, ho messo una bacheca di vetro per evitare che l’operatore che pulisce i carciofi stesse a contatto con il pubblico”. La dottoressa Cappiello non ha gradito l’intraprendenza e ha agito con fermezza. “L’errore è sicuramente determinato da noi, altrimenti saremmo a raccontare favole. C’è stata una nostra inadempienza che ha portato la dottoressa Cappiello a sentirsi profondamente indispettita. Ha trovato una inadempienza grave in quello che per noi era un tentativo di dialogo. Quindi lei ha perfettamente ragione, perché è stato violato un rapporto di fiducia. Lei ha pensato: siccome non fai quello che io mi aspetto, ti faccio vedere che hai mille altre cose che io potrei contestare”. E quindi si arriva alla chiusura del mercato. Con quale motivazione? “Per una sciocchezza legata a magazzini che avrebbero i piani di appoggio non perfettamente lavabili o qualche pezzo di pavimento non ricoperto così come prescritto dalle norme. Noi abbiamo lavorato tutta la notte e abbiamo completato la messa a norma. Ora ci sono i tempi della burocrazia”. Per cui il mercato – dove entrano in media 6.000 persone al giorno, con punte di 12-14 mila – potrebbe riaprire nel giro di poco. “Non so se domani (oggi, ndr) riapriremo, o lunedì o martedì. Non ne ho idea”. Insomma, dice Montano, “mi pesa la punizione, che trovo smisurata rispetto all’inadempienza. Però neanche posso dire di aver subito un’ingiustizia senza ragione. Ho commesso una leggerezza: ho messo i carciofi dietro un vetro. La cosa strana è che io avevo con questa dottoressa un rapporto estremamente costruttivo. Quando mi ha dato questa terribile notizia io ci sono rimasto malissimo, ero in lacrime. L’ho salutata con un bacio. Non sono minimamente risentito con lei. Il problema è che mi trovo in una favola buffa. Ma riapriremo più forti che mai”. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luciano_avogadri

    13 Gennaio 2018 - 14:02

    Mettigli un cappello in testa, e si sentirà un Capotreno. E come dimostrerà di essere un Capotreno? Fermando il treno. Se favorisci l'andamento normale, nessuno si accorge del tuo potere.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni

    13 Gennaio 2018 - 09:09

    Ma che baci e lacrimuccie. Le faccia una causa civile con richiesta di risarcimento danni che la Dottoressa è andata ben oltre le sue prerogative.

    Report

    Rispondi

Servizi