Foto:Ansa.

Cortocircuiti

Minenna No logo: toglie dal sito i simboli abusivi delle università

Luciano Capone

Dopo le foto ritoccate con l’AI, l’assessore calabrese fa piazza pulita: via le immagini con i vip e cancellati anche i loghi di 14 atenei usati senza autorizzazione. Dalla Columbia University alla Bocconi, passando per la Scuola superiore della magistratura e l'Università di Bologna

Sono stati giorni graficamente complicati per Marcello Minenna, ora assessore al Bilancio della regione Calabria con Occhiuto (FI) e in passato direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in quota M5s. Dopo che il Foglio ha sollevato il caso della fotografia con il presidente della Repubblica ritoccata con l’AI, Minenna ha rimesso mano al suo sito personale. Il dirigente in aspettativa della Consob, spinto dall’incessante ricerca delle foto fake (il Corriere della sera ha svelato che anche quella con Papa Leone XIV è ritoccata), prima ha inserito un disclaimer e si è giustificato dicendo che le modifiche erano per migliorare “la comprensione visiva, la resa grafica o per tutelare la privacy”. Ha aggiunto gli originali dei falsi scoperti, per poi optare per un repulisti. Ha tolto dall’homepage tutte le foto con personaggi famosi e aggiornato la sezione photogallery dove, in maniera un po’ bizzarra, Minenna ha lasciato sia la foto manipolata sia la versione originale. Tra i falsi ci sono pure una foto con Papa Francesco (rimossa una comparsa) e una con l’ex Commissario Ue Paolo Gentiloni (per rendere leggibile la copertina del libro di Minenna). Curosità: Minenna ha cambiato la foto falsa di Mattarella senza mascherina, aggiungendone un’altra in cui stavolta il Capo dello stato ha il collo.

Ma il lavoro di revisione non è finito qui. Minenna ha infatti ripulito il sito personale di tutti i loghi di università e giornali che aveva pubblicato senza autorizzazione. Che qualcosa non andasse, l’assessore calabrese deve averlo capito quando il puntiglioso prof. Riccardo Puglisi, economista dell’Università di Pavia, ha scritto su X: “Fermi tutti! Sul sito di Marcello Minenna ci sono i loghi di tantissime università!”. Minenna, infatti, ha una sezione del sito in cui erano pubblicati i simboli di 14 università in cui ha studiato, tenuto corsi o seminari: Columbia University, City St George’s University of London, Université Côte-d’Azur, Bocconi, Scuola superiore della magistratura, Università di Bologna, Luiss, Bicocca, Tor Vergata, Sapienza, San Raffaele, Sant’Anna di Pisa, London graduate school of mathematical finance. Dopo il tweet di Puglisi, Minenna è corso ai ripari aggiungendo un disclaimer in fondo al sito: “I loghi sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi, per rappresentare attività effettivamente svolte dall’autore. Tali loghi restano di proprietà dei rispettivi titolari e il loro utilizzo non implica alcuna affiliazione, approvazione o endorsement da parte degli stessi”. Non è bastato.

I nomi delle università prima della rimozione dei loghi. Foto: Marcellominenna.it

Diverse università, italiane e straniere, hanno consultato i propri uffici legali e contattato Minenna per chiedere la rimozione del loro logo istituzionale, utilizzato senza alcuna autorizzazione. Sull’utilizzo dei simboli gli Atenei hanno policy molto rigide: l’uso è riservato, previa richiesta di autorizzazione, solo a fini didattici o istituzionali e non a fini auto promozionali (neppure per i professori ordinari inquadrati, figurarsi per gli estranei).

 I nomi delle università dopo la rimozione dei loghi. Foto: Marcellominenna.it

Così Minenna ha dovuto rimuovere tutti i simboli che decoravano la sua homepage, optando per una scarna versione “no logo” (sebbene cliccando sui nomi delle università i simboli siano ancora presenti in altre pagine). Già nel 2019 Minenna, all’epoca dirigente della Consob fu redarguito pubblicamente dal Mes, il Fondo salva stati europeo, per l’utilizzo abusivo del simbolo in una presentazione. “Il logo del Mes è stato utilizzato solo per migliorare il graphical rendering”, rispose imbarazzato. Minenna perde il pelo ma non il graphical rendering.

 

 

 

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  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali