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Chi è l’unico figlio maschio di Orbán che fa il santone e cura le malattie

Così come per il padre, anche per Gáspár la religione non era importante fino a qualche anno fa. Oggi fa il predicatore religioso

Paola Peduzzi

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peduzzi@ilfoglio.it

22 Gennaio 2019 alle 06:01

Chi è l’unico figlio maschio di Orbán che fa il santone e cura le malattie

Gáspár Orbán

C’è Donald junior Trump che compare negli intrallazzi filorussi del papà presidente, c’è Eduardo Bolsonaro che flirta con le destre internazionali e si intesta la battaglia del padre presidente brasiliano per la consegna all’Italia di Cesare Battisti, e c’è Gáspár Orbán, l’unico figlio maschio del premier ungherese (che in tutto ha cinque figli), che ha tentato la carriera calcistica per assecondare il sogno del padre, patito di calcio, e che poi l’ha abbandonata senza aver avuto molto successo per dedicarsi alla sua attività attuale. Raccontano a Budapest che Gáspár riempie palazzetti facendo il predicatore religioso: ha fondato una sua setta pentacostale che si chiama Felház, e durante le prediche parla in lingue sconosciute dettate direttamente da Dio, il quale cura le persone attraverso il rampollo di casa Orbán. Il sito 24.hu, che ha seguito l’anno scorso Gáspár e la sua comunità religiosa per sei settimane, ha raccontato di persone svenute all’improvviso, di braccia alzate verso il cielo soltanto con il pensiero e di pianti sommessi negli angoli delle sale riempite dal giovane Orbán.

  

Fino a pochi anni fa, la religione non era molto importante per Gáspár, ha spiegato in un’intervista, così come all’inizio della sua carriera politica la religione non era importante per il padre: raccontano che anzi Viktor Orbán fosse considerato un anticlericale perché prendeva in giro i deputati cristiani per il loro attaccamento viscerale alla Chiesa e denunciava in Parlamento le interferenze della Chiesa nella politica. Poi il premier ha deciso di occupare l’emisfero politico conservatore del paese, che pareva il più promettente (calcolo azzeccato), e oggi si dichiara un protestante affascinato dalla Chiesa cattolica. Gáspár, che da piccolo era stato stato battezzato da un reverendo metodista, dice di aver scoperto la religione durante un viaggio in Uganda e di aver per questo rinunciato a tutto e aver fondato la sua setta con due compagni di scuola. Secondo la pagina Facebook del movimento, Felház (che letteralmente indica le case a più piani) “è un luogo e un’opportunità per incontrare Gesù Cristo, come è lui e come sei tu”. Quando la setta è stata fondata, nel 2016, Gáspár fece un video introduttivo per spiegare la sua missione: Dio gli aveva parlato, sei mesi prima, e gli aveva dato istruzioni per fondare Felház in modo da parlare ai giovani, tutti quanti, religiosi e no. “Non si tratta di avere o non avere fede in Dio, l’importante è che chi parteciperà ai nostri eventi riceverà il fuoco del buon Dio e lo porterà in tutte le regioni del nostro paese. E’ questo che Dio si aspetta da Felház, vuole che questa nazione diventi sua. Dio trasformerà questa città, questo paese e l’Europa. Userà i giovani per farlo. In realtà li sta già usando, ci stiamo preparando per Felház e il nostro primo evento sarà un incontro storico dei giovani in questa terra di Dio”.

   

Il palazzetto dove si tenne quell’incontro storico era pieno e gli adepti ancora narrano della forza curatrice del giovane Orbán – che ha i capelli lunghi legati in un codino e sembra Tom Cruise in “Magnolia”, anzi azzardiamo: deve averlo copiato – che ha permesso a una ragazza di levarsi gli occhiali per sempre restituendole la vista e che ha salvato dalla droga e dall’alcol molti altri ragazzi.

  

Il premier non parla di questa iniziativa, molti si improvvisano psicologi e dicono che il povero Gáspár non aveva modo di accontentare le aspettative di un padre tanto ambizioso ed esigente. Per attirare la sua attenzione, poteva giusto fare il santone: in fondo lo dice anche l’opposizione, a Budapest, che l’orbanismo è una fede.

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