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Contro Mastro Ciliegia

La piccola borghesia malinconica di Michele Serra

Maurizio Crippa

Nella sua Amaca il giornalista di Repubblica elogia le mosse del governo cinese sullo Stretto di Hormuz. Quando una saggezza geopolitica di una dittatura diventa l'alibi per preferirla o per riconsiderarla di fronte alla democrazia

Il compianto Claudio Lolli, rivoluzionario malinconico ma che sapeva essere spietato, cantava negli anni 70: “Vecchia piccola borghesia / per piccina che tu sia / non so dire se fai più pena, rabbia o malinconia”. Mi è tornata in mente leggendo ieri la malinconica Amaca di Michele Serra, che voleva essersi fatta saggia con l’età, ma è suonata invece taccagna e micragnosa. Mette al confronto, Serra, la “saggezza” del governo cinese su Hormuz, “la sicurezza dello stretto non dipende dal numero di navi militari che lo pattugliano. Dipende dal fatto che le armi tacciano”, di contro al “delirio sconnesso del miliardario arancione”. Bene. Bene anche dire che “la Cina è senza dubbio un regime monopartitico, Usa e Israele senza dubbio due democrazie”. Ma se serve per “pensare con meno favore a democrazie così degradate, così insipienti, così autolesioniste”, bene non va più. Conclude il malinconico: “Un amico cinico e con uso di mondo mi ha detto: gli americani per dominarti ti bombardano, i cinesi ti comperano, e io preferisco essere comprato che bombardato. Mi ha fatto ridere. Ma mi ha fatto anche riflettere”. Per non essere rivoluzionari da giovani bisogna essere senza cuore. Ma sentirsi al sicuro con la Cina da vecchi, è una canzone di Claudio Lolli.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"