Ansa

Non serviva l'MI6 per denigrare il Pd

Maurizio Crippa

I divertenti (e poco sorprendenti) di Londra desecretati dicono che nel 1976 gli 007 inglesi fecero propaganda per "denigrare" il Pci di Berlinguer. La cosa più incredibile, vista 50 anni dopo, che ora il Pd lo sa fare benissimo da solo

Sarebbe bello avere il tempo per verificare se qualche futuro amico del Fogliuzzo, amico d’oltre Manica, avesse a quei tempi lavoricchiato per l’Information research department, il dipartimento segreto del Foreign Office che gestiva la propaganda contro i comunisti. Sarebbe divertente, ora che Londra ha desecretato documenti che dimostrerebbero che l’MI6 lavorò per mettere in cattiva luce Berlinguer e il Pci nel 1976, per impedirne “un’ascesa al potere”. Immaginarono persino un “un colpo di stato chirurgico” (e chissà quando desecreteranno i brogliacci del 1978), ma si limitarono a “denigrare”, fornendo a un giornalista “una serie di domande imbarazzanti” da  fare a Berlinguer. Insomma, lo scoop sarebbe che il Foreign Office si occupava di far fare bella figura ai giornalisti. Ma la vera cosa divertente, vista cinquant’anni dopo, è l’incredibile inutilità dell’impresa. Tutto quel lavoro per mettere in cattiva luce un partito che, dopo il doloroso “strappo”, aspettò la Bolognina per diventare Pds, e altri anni ancora per perdere la P, in un cammino dimagrante che li ha portati a trasformarsi nel Pd, che ora vuole sciogliersi come un mottarello al sole. Non servivano gli 007 di Sua Maestà, per denigrare un partito bravissimo a denigrarsi da solo. 

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"