Vescovi e Covid. Disavventure del pensiero magico

Maurizio Crippa

L’idea pestilenziale (virale?) della religione in base alla quale l’Aldilà si diverte a giocare con l’al di qua può avere esiti a volte tragici, altre grotteschi

Negazionista è parola che va ormai per la maggiore, si applica pure al Var quando non dà i rigori, ma in questo caso sarebbe più corretto parlare di pensiero magico. Che è un’idea pestilenziale (virale?) della religione in base alla quale l’Aldilà si diverte a giocare con l’al di qua, tipo Harry Potter. Gli esiti sono a volte tragici, altre grotteschi. Ad esempio, mesi fa, c’era questo Gerald Glenn, vescovo evangelico della New Deliverance Evangelistic Church in Virginia, che biasimava il distanziamento sociale al grido “Dio è più grande del coronavirus”. Beh, è morto di Covid, e pace all’anima sua. Ora c’è monsignor Samuel Kleda, non proprio un marginale della chiesa cattolica africana, è il presidente della Conferenza episcopale del Camerun. Ha annunciato di aver trovato una cura contro il virus, non un vaccino ma una vera pozione a base di erbe naturali, che studia da decenni. Dice che ha curato già oltre seimila malati. I camerunensi che, negli ospedali cattolici, si fanno curare con l’“Elixir Covid”, bel nome da Frate Indovino, sarebbero tutti guariti e nessuno è morto. E adesso il dibattito, in Camerun ma i rimbalzi arrivano fino in Vaticano, è se sia un santo taumaturgo o solo un ciarlatano. Del resto, il pensiero magico non è solo di origine religiosa, basti pensare a Trump e Bolsonaro. Ma loro sono ciarlatani, non serve manco la controprova scientifica.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"