E' tornato Tonino

Maurizio Crippa

Nel corso degli anni ci siamo anche complimentati con Di Pietro. Poi però c'è stato l'anniversario di Craxi... ed è tornato quello che conoscevamo

Siccome nella vita prima o poi si prendono anche le badilate sui denti, o le zappate sui piedi, per attenersi al mondo contadinesco dell’ex Giudice del Popolo col trattore, anche Antonio di Pietro, Tonino per gli amici, nel corso degli ultimi difficili anni ha avuto qualche momento di resipiscenza, o di lucidità politica, che lo ha portato a dire cose per cui lo abbiamo – mannaggia a noi, a denti un po’ stretti – persino complimentato. Gli capitò di dire che questi sono peggio di quelli, e meno onesti pure, e che indubitabilmente sono molto meno capaci di governare. O che certe derive del giustizialismo lasciano basìto per difetto persino un cannibale delle aule giudiziarie come lui. Del resto, il tempo passa, e Tonino i conti con la realtà in cui la “necessità” della politica gira come quanto e più della patonza ai tempi del Cav., li ha dovuti fare. Tutti e di più. Ma poi arriva l’anniversario di Craxi, e arriva il cronista tagliagole che non vedeva l’ora della rimpatriata, e Tonino torna a fare il pm tagliagole del tempo che fu. E dice: “Bettino era un latitante e fu solo vittima di se stesso”, e che sono passati vent’anni “e c’è un completo stravolgimento della realtà”. E che “Tangentopoli fa ancora male perché quello era il male”. E tante scorie di discarica giudiziaria abusiva che alla fine, anziché criticarlo, ci viene pure a noi un attacco di nostalgia: sei tornato il nostro vecchio caro detestabile, Tonino. Va bene così.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"