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Perché con Meloni non serve manco il fascistometro

L'ultima della leader di Fratelli d'Italia è proporre il 4 Novembre festa nazionale

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

2 Novembre 2018 alle 06:26

Perché con Meloni non serve manco il fascistometro

Giorgia Meloni (foto LaPresse)

L’ottimo e puntuale @christianrocca, che usa Twitter come un martello antipopulista, ogni volta che Giorgia Meloni dice una scemenza delle sue, ogni giorni in pratica, digita con metodo ammirevole: “Ma com’è possibile che Meloni sia stata ministro della Repubblica?”. Io ho provato anche a rispondergli “perché non provi a chiederlo a Berlusconi?”, tanto per la memoria: ma che importa poi, sono cose del passato. Il problema di Meloni è che vorrebbe farlo ancora, il ministro, e stavolta sarebbe anche peggio. Ieri ad esempio se n’è uscita a dire che vorrebbe riportare il 4 Novembre festa nazionale, perché “è una festa molto più unificante di altre feste che oggi sono festa nazionale”, intese il 25 aprile e il 2 giugno, che sarebbero “più divisive”. E che anche oggi bisogna difendere l’Italia della minaccia alla sovranità economica e politica. Si tratterebbe di spiegarle che la Prima guerra mondiale nazionalista fu causa della Seconda, e dei fascismi, e le due feste che lei tanto schifa ricordano la fatica che c’è toccato fare per liberarci dei danni fatti in quel buio passato. Ma in fondo che importa, anche questo è il passato. E non c’è manco bisogno del fascistometro.

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Commenti all'articolo

  • tenen314

    02 Novembre 2018 - 15:03

    Perché regalare la festa delle Forze armate alla destra? Qualcuno ha definito la nazione come una lingua, un territorio, un esercito. Come lingua andiamo maluccio, il territorio - con Schengen - così così, vogliamo tenerci almeno l'esercito? A proposito di fascismo e dintorni, proprio cento anni fa la sinistra fece il grave errore di accomunare nella giusta condanna della guerra chi quella guerra aveva fatto, cioè i reduci. Andò a finire male, molto male.

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  • carloalberto

    02 Novembre 2018 - 10:10

    Dimenticavo. L'inno usato dal CLN durante la Resistenza era la Canzone del Piave. Un frutto della Grande Guerra.

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  • carloalberto

    02 Novembre 2018 - 10:10

    Dire che la Grande Guerra sia "causa" del fascismo è una mentalità determinista ormai ridicola e sorpassata da decenni, buona tutt'al più per qualche materialista d'antan. Nessuno può dire che cosa sarebbe successo se quella guerra non fosse stata combattuta. E le ragioni per cui fu combattuta furono varie, non solo un generico "nazionalismo". Tutti i Paesi che l'hanno combattuta e vinta festeggiano ancora la vittoria. In Gran Bretagna quattro anni fa il ministro competente ha avvertito chiaramente che non se ne poteva più delle lagne di sinistra sulla guerra e che dunque quella guerra sarebbe stata ricordata e solennizzata come meritava. In Italia a combatterla furono anche tanti che poi non si riconobbero affatto nel fascismo e lo combatterono, senza per questo rinnegare la Grande Guerra. Insomma: non capisco perché la Meloni sarebbe scema per aver detto una cosa ovvia, e cioè che cento anni fa si concluse l'Unità nazionale.

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    • adebenedetti

      03 Novembre 2018 - 17:05

      Il Fascismo e` nato prima della grande guerra.Il Fascismo e` figlio degli interventisti , la piazza impose al Parlamento la guerra e Re e non solo il Re fu compiacente. Giolitti era contrario.L`Italia pago` il tutto nel 1922 con la Marcia su Roma e l`inizio della dittatuta fascista.

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      • carloalberto

        08 Novembre 2018 - 12:12

        Non diciamo sciocchezze. Tra gli interventisti c'erano fior di personaggi democratici e "di sinistra" che poi presero strade ben diverse da quelle del fascismo. Che nacque (a "sinistra", non dimentichiamolo, anche se poi cercherà il consenso in un'altra direzione, ma farà sempre politiche "di sinistra") nel caos del dopoguerra, grazie anche alla minacciosa presenza di un socialismo massimalista che pretendeva di fare "come in Russia" (davvero un bell'esempio). La Grande Guerra accomunò tutti gli italiani, e come tale fu commemorata anche dopo il 1945 fino agli anni Sessanta. Una volta tanto che siamo stati nazione, perché dovremmo rinnegarlo? Per fare secessioni alla leghista? Per individualismo pseudoliberale? Per internazionalismo socialista (del genere siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri)? Studiamo la storia, per favore, e studiamola seriamente, non coi bignami del partito.

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  • branzanti

    02 Novembre 2018 - 09:09

    Meloni e' poco acuta (eufemismo), ma certamente coerente : da fascista era contro la svolta di Fiuggi e da fascista parla oggi. Mi resta tuttavia un dubbio; posso facilmente capire che sia contro il 25 aprile, ma per essere contro il 2 giugno non e' che coltiva pure nostalgie monarchiche?

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    • tommaso.lorenzi@mps.it

      tommaso.lorenzi

      02 Novembre 2018 - 12:12

      Lungi da me prenderne le parti, ma al tempo della svolta di Fiuggi la Meloni faceva la prima liceo: avrà pur avuto un'opinione in merito, ma non credo che la riporteranno i libri di storia...

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