La maglietta ritirata da Primark (foto Twitter)

Contro Mastro Ciliegia

Prendi il politicamente corretto per un piede. E poi dagli una mazzata

Maurizio Crippa

Il caso della t-shirt che messa in vendita da Primark e poi ritirata perché (implicitamente) razzista

C’è una t-shirt con stampata una mazza da baseball e le parole di una filastrocca che, più o meno, invitano giocosamente a menare qualcuno. No, non è la t-shirt dei tassisti romani distribuita gratis dalla Raggi. È una t-shirt che era in vendita da Primark, il marchio dell’abbigliamento a prezzi che più stracciati non si può. La scritta della filastrocca recita “Eeny Meeny Miny Moe”, un gioco di allitterazioni come ne fanno da sempre i bambini, anche prima che ci pensasse Dada, e parla di qualcuno da prendere “per un dito del piede”.

 

La filastrocca più la mazza da baseball stampata sono una citazione da The Walking Dead (tag #sapevatelo), la canticchia un personaggio cattivissimo prima di prendere a mazzate qualcuno. Ma siccome i bambini sono polimorfi e polisensi, e splendidamente feroci, prendere per un dito può voler dire un sacco di cose. Dipende il dito del piede di chi è. Una versione famosa (ma non è quella di The Walking Dead) dice “catch a nigger by his toe”. Così è successo che in Gran Bretagna un cliente di Primark, alla vista della maglietta, abbia denunciato lo scandalo della scritta – implicitamente – razzista. Perché tra tutte le innocenti versioni di “Eeny Meeny Miny Moe”, gli è venuta in mente solo questa: il pol. corr. è un retropensiero che non lascia scampo. È finita che Primark ha tolto dal commercio la t-shirt, non sia mai di urtare la sensibilità razziale nel mondo globale. Meglio farsi prendere per il culo dai clienti. O meglio, per il dito di un piede.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"