Vita da comparsa

Mariarosa Mancuso

Jill Goldston è nel Guinness dei primati per il numero di apparizioni al cinema come personaggio di sfondo. Le rende omaggio il cortometraggio “Jill, Uncredited”

Stupenda vita da comparsa. E un posticino nel Guinness dei primati. Per il numero di apparizioni al cinema come personaggio di sfondo. Si chiama Jill Goldston, adesso ha 80 anni e una decisa somiglianza con Elaine May, le rende omaggio il cortometraggio “Jill, Uncredited”. Jill che era nei film, ma mai nei crediti.   
      

  

“Ho avuto una carriera straordinaria”, dice alla giornalista del Guardian che la intervista, Ellen E Jones. “Mi pagavano per divertirmi e ho incontrato tante persone affascinanti”. Nata nel 1943, abitava vicino ai Twickenham Studios, dove sono stati girati film come “The Italian Job” – quello con Michael Caine del 1969. Furto a Torino, bottino i soldi della Fiat, fuga a bordo di tre Mini Cooper. Jill amava la danza, e a 15 anni andò via di casa con una compagnia di varietà. Per voglia di avventura. Lasciò un biglietto di saluto e partì.
     

Nella compagnia di rivista trovò marito – lo stesso da 60 anni – e a Londra trovò i locali (e gli scandali) di Soho. Dall’esperienza ricavò un paio di fondamentali lezioni per il mestiere che l’attendeva. Primo: restare freddi alla presenza delle persone famose. Secondo: è molto più divertente brillare di luce riflessa che stare sotto i riflettori. Trovò un primo lavoro da comparsa, e lo fece con gusto.
     

Mentre girava nel 1969 il film “The Virgin Soldiers”, strinse amicizia con una comparsa che oltre 10 anni dopo ancora si sarebbe ricordato di lei. Ma intanto lui era diventato David Bowie. Le si avvicinò e disse: non ci siamo già visti? Andarono a mangiare insieme spettegolando. Tra gli altri divi simpatici, l’ex Bond Timothy Dalton. Ricorda Michael Caine – classe 1933, gli facciamo in ritardo gli auguri per i 90 anni – come un vero gentleman, si toglieva la giacca per ripararla dalla pioggia.
     

Il marito di Jill, contabile di professione, compilò la lista dei lavori fatti: 1.951 presenze sullo schermo. La vita di Jill cominciava a meritare qualcosa di suo. Il giovane regista Anthony Ing si era fissato con le comparse - come quelli che si fissano sulle librerie di sfondo e cercano di decifrare i titoli. “Un film senza comparse è noioso, mica possiamo salire su un treno e trovarlo vuoto”, dice Jill (e noi speriamo che i registi italiani sentano, come gli scrittori di gialli che si dimenticano di popolare luoghi e città).
     

“Jill, Uncredited” di Anthony Ing è su Mubi, un quarto d’ora di montaggio che mette una dopo l’altra le apparizioni di Jill Goldston. Senza commento, e senza circoletti, la fanciulla dovete cercarla voi. A volte Jill Goldston lavorava con il figlioletto. Telefonavano gli agenti, e chiedevano: “Quanti anni ha tuo figlio?”. E lei, che si definisce una madre orribile, rispondeva: “Di che età lo volete?”.

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