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Oggi si può scegliere tra un menù turistico e un menù turistico

Da una parte abbiamo le vecchie trattorie, dall’altra i nuovi ristoranti per donne spaesate

30 Aprile 2019 alle 06:13

Oggi si può scegliere tra un menù turistico e un menù turistico

Si prenda atto che nella maggioranza dei ristoranti italiani ormai il menù è turistico o è turistico. Anche se non è lo stesso tipo di turismo. Da una parte abbiamo le vecchie trattorie per torpedoni, anziani, mangioni, tripponi, gite parrocchiali, e dunque i menù chilometrici, i tris di tortelli o di canederli o di gnocchi o di risotti o di orecchiette o di ravioli (a seconda della località), i grissini confezionati, le bruschette, le pennette, le formaggiere, le saliere per insaporire piatti già troppo salati e far esplodere pressioni già troppo alte, i dolci dolcissimi per far schizzare il diabete, il caffè e l’ammazzacaffè, il bruciore di stomaco… Dall’altra abbiamo i nuovi ristoranti per donne spaesate, corpo da dieta e palestra e mente da allergia e malattia, spesso con cane o maschio al guinzaglio, e dunque menù pieni di ingredienti esotici, a volte sudamericani ma più spesso asiatici per omaggiare il nuovo potere e dunque tanto zenzero e lime, fava tonka e passion fruit, radici di loto, pepe di Sechuan, curry, yuzu, hoisin, daikon, miso, quinoa, the Lapsang Souchong, insomma la cena come viaggio e oblio di sé. Comunque sempre turismo. Di questo doppio disastro, culturale prima che gastronomico, si sappia cogliere il buono: io, per esempio, leggo i menù e mi passa la fame.

Camillo Langone

Camillo Langone

Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).

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Commenti all'articolo

  • Luciano D'Agostino

    30 Aprile 2019 - 08:08

    Ma lei, a casa sua, come mangia? Il problema più grande è che nessuno più si prepara un piatto superiore alla decenza a casa propria. La coseguenza è che quando vai a ristorante ti aspetti mirabilia; ma da sempre si sa che come si mangia a casa propria... Almeno, una volta si diceva cosi'.

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