cerca

Anche i vescovi lascino stare il crocifisso

Avvenire contro Fioramonti: si rischia di ridare fiato a Salvini. Tutto qui?

2 Ottobre 2019 alle 06:00

Anche i vescovi lascino stare il crocifisso

Foto LaPresse

La migliore risposta al chiacchiericcio radiofonico del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, secondo il quale sarebbe meglio appendere “una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione” al posto del crocifisso nelle aule scolastiche, l’ha data il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo: “Qui non si tratta di una questione  confessionale, ma di civiltà e di appartenenza a una cultura intrisa  di cristianesimo e anche di ciò che ne è scaturito in termini di  accoglienza e di integrazione”. Questione peraltro ampiamente chiusa da due pronunciamenti del Consiglio di stato, da una sentenza della Consulta e da una della Corte europea dei diritti dell’uomo, decisioni che evidentemente il loquace Fioramonti, tra l’idea di tassare le merendine e gli ultimatum ai colleghi di governo se non gli daranno i fondi che reclama, ignora.

 

Il problema vero è la motivazione che il quotidiano dei vescovi, Avvenire, dà alla necessità di non cambiare, per così dire, l’arredamento delle aule scolastiche. In un fondo apparso online dal titolo “Secondo noi”, si legge che “a riaprire certe pratiche si rischia soltanto di dare fiato proprio a coloro che quel simbolo di sconfinato amore e di pace vorrebbero usare, impropriamente, a guisa di randello”. Il riferimento è ovviamente a Matteo Salvini, truce disarcionato che per un anno ha brandito rosari qua e là per l’Italia. Pensiero debolissimo: è questa, dunque, l’alta motivazione che dovrebbe spingere a difendere perinde ac cadaver il crocifisso? Il terrore che Salvini se ne riappropri come tema da campagna elettorale? Preoccupazione legittima, se espressa da un antagonista politico. Meno se a farlo è un vescovo – il concetto l’ha ribadito a Repubblica mons. Michele Pennisi – o il giornale che dei vescovi è diretta emanazione. E’ giusto lasciare fuori il crocifisso dalla quotidiana battaglia politica. I vescovi siano i primi a darne l’esempio.

Redazione

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • mussini

    02 Ottobre 2019 - 15:36

    Ringrazio per l'articolo, come sempre lucido. Ma mi pare che stavolta la vena polemica vi abbia un po' preso la mano: a leggere spassionatamente il pezzo di Tarquinio, si vedrà che gli argomenti sono molto vicini a quelli di Mons. Russo e ai vostri, mentre il riferimento alle strumentalizzazioni politiche è solo una "postilla".

    Report

    Rispondi

Servizi