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Il vescovo poco pol. corr. sull’immigrazione

Da Ventimiglia-San Remo un manifesto contro le ricette facili di tanti presuli

21 Luglio 2018 alle 06:09

Il vescovo poco pol. corr. sull’immigrazione

Foto Imagoeconomica

Mentre la Cei diffonde l’ennesimo breve comunicato sul dovere di accogliere perché “non possiamo volgere lo sguardo altrove”, uno dei suoi vescovi più impegnati sul fronte dell’immigrazione, mons. Antonio Suetta, titolare della diocesi di Ventimiglia-San Remo, scrive una lunga lettera in cui dice come la pensa sul tema. Cinque pagine in cui sfida l’imperante politicamente corretto, chiedendosi se “pasti caldi, riparo e supporti vari a chi versa in condizioni di difficoltà” possano “bastare per risolvere un problema di proporzioni sempre più gravi”.

  

Mons. Suetta rivendica la necessità che la politica sia autonoma, osservando che “la chiesa agisce non in nome di una competenza tecnica, ma attraverso una seria riflessione cristiana che illumina i temi della realtà sociale”. Il compito della chiesa “è indicare princìpi morali”. Le soluzioni devono essere trovate da altri, dalla politica. Il vescovo affronta il tema dello “sradicamento culturale” e tocca anche il tabù dei tabù, quando parla del “difficile tema dell’immigrazione islamica, che pone un grave problema di integrazione con la nostra cultura occidentale e cristiana”. Tema che – aggiunge – “è stato ben argomentato a suo tempo dal compianto cardinale Giacomo Biffi”. La politica dell’accoglienza “deve coniugarsi con la difficile opera dell’integrazione” e “il primo dovere di carità umana ci impone di aiutare questi popoli laddove vivono” come peraltro – ed è la prima volta che un vescovo italiano lo dice – sostengono da tempo le chiese africane. Nessuna deriva paraleghista né inumana, bensì un documento razionale che sfida certe ricette facili alla moda.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    21 Luglio 2018 - 10:10

    Un bacio alla Redazione. Ascoltare direttamente il parere dei vescovi sparsi nei vari paesi del mondo, laddove ognuno di loro spazia su aree vaste e complesse e sempre immersi tra la gente che ha più problemi e mediandoli coi tipi al potere, credo sia una fonte preziosa e relativamente la più obiettiva e verace. Trovo che Asia News alla fine risulta che c'azzecca sempre. L'abbiamo visto e sentito in Siria, dove solo ora si capisce che in mezzo ad un polverone indescrivibile di menzogne gigantesche di ogni genere, i religiosi e religiose presenti tra la povera gente sempre bersagliata da ogni parte hanno sempre denunciato le vere aggressioni e difeso quel che poi è risultato vero. Ora toccherebbe mettere a fuoco i Paesi del sub Sahara, prima che succedano altri Ruanda. Forza Foglio.

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  • giorgio.coen

    21 Luglio 2018 - 10:10

    La chiesa indica i valori morali della accoglienza ma deve rendersi conto che i suoi messaggi hanno anche valenza politica e possono provoca re guai seri sulla opinione della gente.

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  • carlo schieppati

    21 Luglio 2018 - 08:08

    Non può essere. Avvenire.it non ne fa cenno di questo vescovo di Ventimiglia - San Remo. Vorreste forse insinuare che il quotidiano della CEI censura i vescovi non allineati?

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