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L'invenzione dell'universo

La creazione è un fatto logico e Dio c’entra eccome. Parla Guy Consolmagno, l’astronomo del Papa

5 Marzo 2018 alle 15:12

L'invenzione dell'universo

I “Pilastri della Creazione”: colonne di gas interstellare e polveri visibili nella Nebulosa Aquila, riprese nel 1995 dal telescopio spaziale Hubble

“Ciò che di Dio si può conoscere è agli uomini manifesto; Dio stesso lo ha manifestato loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute” (san Paolo, Lettera ai Romani 1, 19-20)   La prima cosa che vedo quando guardo la notte è la bellezza delle stelle, come del resto può fare chiunque abbia gli occhi e possa alzare lo sguardo al...

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Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • consoleromano

    14 Marzo 2018 - 22:10

    È lapalissiano che Guy Consolmagno, astronomo del Papa, indichi il suo Dio come artefice del cosmo. Dovrebbe spiegare il perché di terremoti, vulcani, tempeste, uragani, malattie, e per concludere in bellezza, la morte di ogni cosa.

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  • carlo.trinchi

    14 Marzo 2018 - 08:08

    L’universo è infinito. Margherita Hack lo intui’ e se così fosse la ricerca di un Dio cessa. Non vi è più inizio o fine ma un divenire che giustifica le forze nell’immensità infinita. Da essa si manifestano, vivono e muoino per poi rinascere in forme e modi diversi. L’infinito non finito è logico mentre il finito o iniziato è illogico. Un prima e un dopo intesi come eventi esistono nell’infinito non nel finito. Prima o poi ne verremo a capo ed il pensiero ripartirà nel contesto dell’infinito, compreso l’aldila’ del creduto finito che non è finito perché non finisce mai. Questa è la grandezza, l’immenso che non ha nomi, logica, domande, risposte legate ad una divinità ma solo ricerca che non è noi ma ricerca e basta ed è dire tutto. Noi continueremo la ricerca finché non finiremo ed il tutto rimanifestarsi, divenire in forme che non ci è dato sapere. L’intuizione c’è, manca la prova.

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  • luigi.desa

    05 Marzo 2018 - 15:03

    Io con molta serenità direi che la creazione ,anche con la c maiuscola,è un fatto-evento illogico perchè non spiegabile,salvo con argomenti immaginari.luigi

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      05 Marzo 2018 - 19:07

      L'immaginazione, argomentata o meno, è parte della Creazione. Forse la più importante.

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