cerca

Un sondaggio che smonta il nazional-sovranismo

Secondo Swg la grande maggioranza degli italiani è per una revisione della manovra. Da qui dovrebbe ripartire l'opposizione ai gialloverdi

28 Novembre 2018 alle 06:19

Un sondaggio che smonta il nazional-sovranismo

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

L’ultimo sondaggio SWG prospetta un leggero travaso di voti dalla maggioranza alla opposizione. Fa colpo nei titoli sulla rete ma praticamente non vuol dire nulla. Gli spostamenti sono tutti molto largamente all’interno del margine di errore e le intenzioni di voto senza campagna elettorale in corso valgono comunque poco. Quest’ultimo criterio, per quanto confermato nei fatti più volte, è da tempo dimenticato dalla politica italiana. Il borsino virtuale dei partiti coglie tendenze di fondo, segnala disponibilità, non di più. Il discorso è diverso per i sondaggi su un tema specifico, in genere più indicativi. Qui la faccenda si fa interessante e meriterebbe qualche titolo. Il sondaggio SWG di ieri proponeva i pareri sulla trattativa in corso con l’Ue a proposito della manovra economica. Solo il 19 per cento degli interpellati sposa l’opzione della indisponibilità a mutarla mentre quasi il 70, il 68 per cento per la precisione, si divide fra chi auspica una completa revisione della manovra, ed è il gruppo maggioritario con il 38 per cento, e chi prospetta modifiche ridotte per venire comunque incontro all’Ue. Una manovra economica ha molto poco di simbolico, e il nazional-sovranismo sembrerebbe fare poco colpo sull’opinione pubblica che del resto si è sempre mostrata in maggioranza contraria anche all’uscita dall’euro. Tutto questo dovrebbe costituire il terreno prioritario di lavoro per una seria opposizione. Assai più di qualche decimale che si sposta da un partito all’altro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    28 Novembre 2018 - 14:02

    Il "popolo legislatore" era l'utopia politica e sociale del Ginevrino. Piattaforma Rousseau, non è un brand scelto a caso. Quanto fosse un'utopia lo dimostrò, nei fatti, lo stesso 1789. La tecnologia della Rete, la facilità di usarla, le notizie in tempo reale, la brama d'apparire, di avere uno spazio per "contare", ha scatenato i fenomeni FB, TW, social e sondaggi. L'insieme ha dato la sensazione che la "politica" ciascuno la potesse fare con la propria tastiera. Della serie "Quos deus perdere vult, dementat prius”. Questo lascia all'informazione solo la prateria delle opinioni e delle interpretazioni di quelli che appaiono, senza esserlo, i fatti, la realtà della vacca vita boia quotidiana. Mai dire mai, ma un governo 5S+Pd, è la riprova della suggestione dell'impossibile..

    Report

    Rispondi

  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    28 Novembre 2018 - 09:09

    Mah, mi pare tirata molto per i capelli. Il 19% non la tocca, il 30% la toccherebbe appena - così come cianciano i triunviri al governo. Già così fa 49 a 38 senza contare che l'elettorato gialloverde ha in uggia il potere occulto dei sondaggisti e rimane comunque il 13% inespresso su un argomento da risposta secca.

    Report

    Rispondi

Servizi