cerca

La ridicola sopravvalutazione del falso pentito Scarantino

Quando l’evocazione di misteriosi pupari è uno stereotipo

27 Settembre 2017 alle 06:16

La ridicola sopravvalutazione del falso pentito Scarantino

Il super pentito Vincenzo Scarantino

L’apertura da parte del Csm di un fascicolo, che dovrà riempirsi di testimonianze e poi di valutazioni, sulla vicenda del falso pentito Scarantino, non va necessariamente letta come un atto ostile nei confronti dei magistrati dell’antimafia di Palermo. A chiarirlo è stata Fiammetta Borsellino con parole di facile interpretazione: “Una parte del mondo giornalistico ha voluto semplificare il senso delle mie denunce riducendo tutto a un alterco fra me e il dottore Di Matteo. Una semplificazione che fa comodo a qualcuno che si nasconde nell’ombra”. Benissimo, non resta che prendere atto, limitandosi a notare che, se è così, ad alimentare l’equivoco, più che “il mondo giornalistico” è stato il dottore Di Matteo quando si è presentato in commissione antimafia, ritenendosi chiamato in causa dalle parole della figlia del del giudice ucciso, da lei mai smentite fino a ieri.

 

L’evocazione di misteriosi pupari in questi casi è uno stereotipo, nulla di più. Perché il problema non è Di Matteo ma la ridicola sopravvalutazione del falso pentito Scarantino come vettore di un “raffinatissimo depistaggio” quando già all’epoca era evidente, e fu denunciato da una parte della stampa e degli avvocati, che si trattava di una toppa mal messa su un pezzo di indagine che era rimasto scoperto. Una volta strappato il velo, quel pezzo vuoto si è voluto riempire di “oscure trame” e “menti raffinatissime”, un po’ per salvare la topica dei pm, un po’ per avvalorare una tesi funzionale al processo sulla cosiddetta trattativa. Non è impossibile che questa tesi riemerga anche nei lavori del Csm. In fondo mette d’accordo tutti, o quasi. Anche Fiammetta Borsellino?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    27 Settembre 2017 - 11:11

    La balla Scarantino ha retto ben tre gradi di giudizio e ha portato a undici condanne di cui sette all'ergastolo. Non c'era il minimo indizio perchè fosse ritenuto un teste attendibile. Quindo cosa possiamo sperare? Io non credo più ad una parola di quello che decidono certi magistrati.

    Report

    Rispondi

Servizi