Cerasa for president

La butto lì: qualcuno che non si adegui al cabaret della politica, che coltivi le idee che guidano l’innovazione, che si occupi dei millennial. E’ proprio ciò che ha fatto questo giornale nei giorni scorsi a Venezia

1 Maggio 2018 alle 06:16

Cerasa for president

Claudio Cerasa e Carlo Calenda al Foglio Tech di Venezia

Dalle elezioni del 4 marzo sono passati quasi due mesi. Ci siamo sorbiti i riti delle consultazioni al Quirinale, l’incarico (esplorativo) alla Presidente del Senato, l’incarico (esplorativo) al Presidente della Camera, le scaramucce dei leader giovani e le contorsioni di quelli senior, che non accettano l’inesorabile passare del tempo. Lo spettacolo che la politica sta dando non è certo un modello di concretezza e di efficienza, ma ci siamo abituati. O meglio, c’erano abituati quelli della mia generazione, che hanno combattuto la Prima Repubblica (figlia di Bisanzio) per aprire le porte alla Seconda (figlia dell’Illuminismo?). Dopo due mesi siamo ancora qui, in trepida e fiduciosa attesa del parto di governo. La vittoria del centrodestra in Molise e Friuli-Venezia Giulia risolverà il dilemma? Difficile. Un Partito democratico lacerato darà il via libera all’accordo con i grillini? Ancora più difficile. Questo gioco del tutti contro tutti ha un solo finale degno: elezioni anticipate, con una nuova legge elettorale che funzioni. Ma nel frattempo chi governa il paese? La butto lì: qualcuno che non si adegui al cabaret della politica, che coltivi le idee che guidano l’innovazione, che si occupi dei millennial che fuggono dall’Italia e del futuro delle nostre imprese. E’ proprio ciò che ha fatto questo giornale nei giorni scorsi a Venezia, organizzando il Tech Festival con i protagonisti della modernità che conoscono il mondo reale. Ecco, Cerasa for President: sarebbe davvero l’inizio della Terza Repubblica. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    01 Maggio 2018 - 17:05

    Voglio la tessera n.ro1 di "CERASA PARTY" .Spero mr. Baratta (senza nessun riferimento alla leggera ironia in apertura ), del quale ho apprezzato qui il suo intervento, nel ministero di nuovo conio della Cultura: che racchiude l'attuale e la scuola. Questa "Kultur" di cui siamo un pochino carenti (nel senso di maggiore distribuzione nelle persone) in relazione ai nuovi contesti socio-geo-economici.

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