Il federalismo dimenticato dalla Lega di Salvini

La Lombardia e gli effetti del patto per l’autonomia: novità importanti per la regione e per la politica

27 Febbraio 2018 alle 06:14

Il federalismo dimenticato dalla Lega di Salvini

Manifesti di regione Lombardia sul referendum per l'autonomia (foto LaPresse)

Ebbene sì, oggi per una volta voglio fare l’elogio di me stesso. Questa settimana firmerò l’accordo con il governo per dare maggiore autonomia alla Lombardia e trasformarla in una Regione speciale. Sì, sono stato proprio bravo. Se penso alla fatica che abbiamo fatto per organizzare il referendum del 22 ottobre (il primo in Italia col voto elettronico), all’ostilità della sinistra e persino alla freddezza di una parte della mia maggioranza (non parlo di Berlusconi, che sul referendum si è davvero impegnato con generosità), beh, devo dire che i complimenti me li merito proprio.

 

Quali effetti avrà questo patto per l’autonomia? Novità importanti e positive, per la Lombardia e per la politica. Per la prima volta i lombardi si terranno una parte rilevante delle imposte pagate, e finalmente saranno applicati i costi standard nella sanità: una battaglia storica della Lega Nord che abbiamo vinto. E poi questo accordo riscopre una parola dimenticata dalla politica: federalismo. Già, il federalismo. Un tema assente da una campagna elettorale dominata da chi la spara più grossa, ma sempre centrale per la (ancora irrisolta) questione settentrionale. Un tema di cui, lo dico con rammarico, la Lega di Salvini ha perso le tracce. Poco male, da domani riprende il cammino di chi non ha mai dimenticato l’insegnamento di Gianfranco Miglio: “Il federalismo s’imporrà. Anche se la Lega dovesse scomparire. Anche se non ci fosse più chi vi sta parlando. Per forza delle cose”. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • marcospinelli

    27 Febbraio 2018 - 10:10

    Marco Spinelli. La Lega avrebbe dovuto battersi per l'egemonia del nord,altro che Secessione e Federalismo,la parte più avanzata dell'Italia avrebbe dovuto rivendicare a se il privilegio di formare il Belpaese a sua immagine e somiglianza,bisognava invadere l'Urbe a suon di deputati e senatori del profondo nord e scardinarla dalla sua atavica indolenza cattocomunista responsabile di tutti i mali che affliggono il nostro paese.Purtroppo Umberto Bossi benché nato nel profondo nord è pur sempre un italiano e ha pensato prima al suo particulare che al benessere collettivo,governare è una questioni di uomini non di idee e l'unica parte d'Italia dove è ancora presente un minimo di cultura etica è la sua parte settentrionale e da li bisognava prendere le elite per governare la nazione,non esiste che la parte più avanzata e progredita di un paese debba lasciare le redini del potere alla parte meno evoluta di esso.La Lega Nord è stata una grande occasione mancata per l'Italia.

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  • Giovanni Attinà

    27 Febbraio 2018 - 10:10

    Non sono così ottimista come il presidente Maroni sull'autonomia. Sono del parere che le regioni debbano sprecare meno soldi di quanto hanno sprecato. Quanto a Miglio, anche se non sono per niente leghista, mi pare che la Lega non sia coerente, lo studioso era contro le province, enti inutili e costosi, Maroni invece la pensa diversamente, visto che da ministro degli interni ha dato il via libera a 8 province, senza la copertura finanziaria, con grande spreco di danaro pubblico. Tutto questo per non dimenticare la" memoria storica".

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