bandiera bianca

Il sesso non è più solo nostro ma non può essere di tutti

Antonio Gurrado

La domanda della Bbc alla calciatrice del Marocco sull'omosessualità nella sua squadra mostra tutta la confusione del nostro tempo

Eh sì, ci siamo tutti indignati per l’intervista in cui il reporter della Bbc ha domandato a una calciatrice del Marocco se in squadra ci fossero omosessuali. Domanda irritante, invadente, potenzialmente persecutoria, non fosse stata improntata a stabilire se il governo marocchino avesse mire persecutorie, invadenti e irritanti nei confronti della sessualità dei calciatori.

  

 

Io sono un ragazzo ingenuo, quindi credo che sia il giornalista sia la calciatrice – che sdegnosamente ha taciuto – fossero animati dalle migliori intenzioni. Il giornalista non voleva destare scandalo ma solo, com’è suo dovere, indagare la verità dove più risulta urticante; la calciatrice, oltre a rispettare la propria privacy e l’altrui, pensava a non creare problemi a sé stessa, alle compagne di squadra e soprattutto agli omosessuali marocchini che non avrebbero gradito il risveglio del can che dorme. Per il giornalista il sesso è parte integrante dell’identità, quindi un diritto che va difeso attraverso l’azione pubblica; per la calciatrice il sesso è parte integrante dell’identità, quindi un segreto che va custodito con riservatezza nella sfera del privato. Nessuno dei due ha torto, e ciò ha causato i guai: il guazzabuglio del nostro tempo è che il sesso non è più solo nostro ma non può essere di tutti.

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