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La banale “notte prima degli esami” di Lucia Azzolina

Paternalismo condiscendente, complicità pelosa e luoghi comuni nel video-messaggio notturno del ministro dell'Istruzione

17 Giugno 2020 alle 16:21

La banale “notte prima degli esami” di Lucia Azzolina

Maturità 2020, la ministra Lucia Azzolina a Bergamo per l’inizio degli esami (foto LaPresse)

È molto emozionata, Lucia Azzolina, che nella notte ha postato un video in cui confida ai ragazzi che la vigilia della maturità mantiene insonne perfino il ministro dell’istruzione (insonne con moderazione: non era nemmeno l’una, che per alcuni è tardo pomeriggio). Molto emozionata perché, insistendo per far svolgere gli esami in presenza, ha garantito un’emozione agli alunni. Talmente emozionata che alcuni commissari d’esame potrebbero svenire, costretti come sono a tenere la mascherina per tutta la durata della prova.

 

  

Certo, è dura immaginarsi un Croce, un Gentile, un De Sanctis postare un video per incoraggiare gli studenti, e non certo perché all’epoca Facebook non era ancora stato inventato; ormai però è così che si fa, pare non si possa essere ministro dell’istruzione senza questo misto di paternalismo condiscendente e complicità pelosa, ovvero malcelato desiderio di sentirsi ancora dal lato sbagliato della cattedra. Non solo. Nel video notturno Lucia Azzolina si complimenta con gli studenti perché sono stati bravi e hanno studiato: strano, questo è proprio ciò che dovrebbe essere appurato a seguito degli esami, non prima, e del resto basta una certa dimestichezza coi participi per scoprire che una cosa devono fare gli studenti, in quanto tali, ed è studiare, quindi i complimenti appaiono ridondanti.

   

Poi, negli ottanta secondi di videobox, Lucia Azzolina non si trattiene dall’infilare due luoghi comuni, un po’ come avrebbero fatto in altrettante parole i maturandi se oggi avessero avuto lo scritto d’italiano e l’esigenza di andare sul sicuro: dice “notte prima degli esami”, a riprova che per il ministro l’istruzione è indistinguibile dalla cultura pop, e non contenta aggiunge “resilienza”, che ormai è la rucola del vocabolario, la si spande ovunque perché fa fine e non impegna. Se solo avesse detto “imbuti” e “Norimberga” avrebbe fatto miglior figura, quanto meno da originale.

 

Infine Lucia Azzolina ha spronato i ragazzi dicendo che l’Italia ha bisogno di persone preparate: giusto, giustissimo, però purtroppo la notte non ha portato consiglio, Lucia Azzolina non ha tratto le conseguenze e il giorno dopo è ancora ministro.

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