La migliore pubblicità per Greta sono le compagnie aeree

Antonio Gurrado

Un volo in ritardo di diverse ore dà diritto a un buono con il quale, in aeroporto, non si compra neanche un panino. Conviene davvero andare in barca a vela

Ho preso un aereo. Dovevo recarmi in una nazione lontana e avevo fretta, oltre a non disporre di una barca a vela per ridurre l’impatto del mio viaggio. Sarà dunque stato per punirmi, o almeno per ammaestrarmi, che la compagnia aerea ha tardato il volo di ore e ore. Col bastone però ci vuole la carota: secondo la generosa politica della compagnia, per ritardi fino alle cinque ore, avevo diritto non solo a 4,50 euro di buoni per l’acquisto di pasti e bevande ma anche a due fra mail, telefonate e fax.

 

Permangono, certo, alcuni interrogativi: in aeroporto c’è del cibo che costi meno di cinque euro? Se spedisco una mail a tre destinatari contemporaneamente, sto abusando del mio diritto? A chi cazzo lo mando un fax nel 2019? La vera questione tuttavia è un’altra. Oggi che mail e telefonate s’inviano a iosa con le tariffe flat dello smartphone, e quindi mandarne due in più di fatto è gratis, la conversione monetaria del ritardo sta tutta nei quattro euro e mezzo che stentano a mettere insieme un panino.

 

Quindi, indipendentemente dal tempo che volevo risparmiare e dagli impegni che potevano attendermi, un’ora della mia vita viene valutata poco meno di un euro. Così, per insegnarmi a non avere fretta e che conviene, alla lunga, andare in barca a vela.