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Che palle il sesso da quando è diventato materia scolastica

La complessità dell’essere umano ridotta a indagine sui suoi genitali

5 Settembre 2018 alle 15:02

Che palle il sesso da quando è diventato materia scolastica

foto Pixabay

Uno, due, tre, a Bari è scoppiato lo scandalo – prevedibile e codino – nella piccola borghesia bigotta che s’indigna o ridacchia perché alla scuola media “Duse” viene istituito il corso pomeridiano di educazione sessuale. È l’occasione ideale per far scoppiare un controscandalo – altrettanto prevedibile e codino – nel ceto medio riflessivo che s’indigna e strilla perché alla scuola media oggigiorno i ragazzi vanno messi di fronte a queste cose, non c’è nulla da vergognarsi, è tutto naturale anzi è poesia. Che palle, il sesso, da quando è diventato materia di dibattito fra benpensanti. Ma soprattutto che tristezza apprendere che in queste venti ore, oltre a malattie veneree e contraccettivi, agli studenti verrà anche insegnato il rispetto per le donne e per gli altri. L’intento è ammirevole ma non è una buona notizia, per due motivi. Se c’è bisogno di fermarsi a scuola dopo la campanella per impararlo, vuol dire che né le famiglie né gli insegnanti sono riusciti a trasmetterlo: e questo è un sintomo del fallimento passato. Se inoltre il rispetto deve passare attraverso un corso di educazione sessuale, vuol dire che prevale la riduzione della complessità dell’essere umano a indagine sui suoi genitali: a un’etichetta, insomma, che con tutta la sua modernità non consente di capire che oggi è in ballo una crisi totale della dignità della persona, che si manifesta nell’ostilità verso l’altro sesso, gli stranieri, i poveri, i vicini di casa, la famiglia, le autorità, i doveri. E questa è la tromba del fallimento futuro.

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Commenti all'articolo

  • federico.bellini

    06 Settembre 2018 - 12:12

    Che noia questa riduzione di un dibattito che, per quanto codino e fra benpensanti sia, riguarda una questione - quella dell'educazione sessuale - che meriterebbe di essere affrontata in modo sereno, concreto, informato, anche spregiudicato. Gurrado, lei è capace di ben altro che questo abdicare di argomentazioni e logica di fronte al piacere della retorica da "la riduzione della complessità dell'essere umano"... suvvìa...

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