Foto LaPresse

S'avanza il geneticamente corretto

Redazione

A prima vista, la norma che consentirebbe agli stati membri dell’Unione europea di vietare la coltivazione di vegetali ogm anche in assenza di rischi per la salute o per l’ambiente si potrebbe approvare in cinque minuti.

A prima vista, la norma che consentirebbe agli stati membri dell’Unione europea di vietare la coltivazione di vegetali ogm anche in assenza di rischi per la salute o per l’ambiente si potrebbe approvare in cinque minuti. La vogliono i proibizionisti, come Francia e Italia, che non sanno più che scusa inventarsi: oggi è possibile ottenere la possibilità di un bando provvisorio per gli Organismi geneticamente modificati solo in presenza di prove che dimostrino che facciano male. E gratta gratta, di evidenze del genere non se ne sono mai trovate. Ma farebbe comodo anche agli antiproibizionisti, come Spagna e Svezia, che hanno sperimentato i benefici del biotech, non vogliono rinunciarvi e anzi vorrebbero la possibilità di coltivare anche le varietà che, nonostante il parere favorevole degli organismi scientifici, ancora non sono state approvate per il veto dei proibizionisti. Ma nonostante siano tutti d’accordo, e nonostante i tanti proclami che negli ultimi anni annunciavano il traguardo a un passo (l’ultimo, la scorsa notte, del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti), ancora non se ne è fatto nulla.

 

Per quale motivo? Perché facciamo parte di un mercato comune, nel quale ogni paese s’è impegnato a rispettare regole comuni. L’introduzione di una norma che consenta a uno stato di bandire un prodotto per ragioni “soggettive”, come sono quelle di carattere economico e sociale, sarebbe un precedente in virtù del quale ognuno potrebbe accampare pretese simili, per qualsiasi tipologia di prodotto, e con le scuse più disparate. Una crepa che minerebbe la tenuta del mercato comune, e che aprirebbe le porte al ritorno del protezionismo in Europa.

Di più su questi argomenti: