cerca

La casta dei giornalisti faccia mea culpa

I colleghi che da anni coltivano grandi rapporti con i magistrati chiedano scusa

28 Giugno 2019 alle 06:00

La casta dei giornalisti faccia mea culpa

(Foto Pixabay)

La fissa, anche quella di fare nomi (che non si deve), è solo mia e chiedo scusa. Ma le caste riguardano tutti. Brutta roba le caste, vero? Per l’appunto. Se la giornalista Fiorenza Sarzanini del Corriere abbandonasse con un bacino i pm che da vent’anni le passano notizie sopra il banco, o sotto. Se Gianluigi Nuzzi, ex Giornale, ex Milano Italia, e adesso che ne so, si congedasse dall’alto magistrato romano che coltivò con lui quel rapporto, diciamo così, non ostile. Se il giornalista Paolo Colonnello raccontasse di quando Antonio Di Pietro lo fece assumere alla Stampa grazie ai succhiotti più risucchianti del nord-ovest. Se il giornalista Paolo Mieli, sommo maestro, la smettesse di fare il furbo invitando altri colleghi a porgere sentite scuse, mentre lui se la cava con un’ammissione di colpa fasulla ogni dieci anni. Se il giornalista Bolzoni inviasse un bacetto riparatore alla pletora di innocenti accusati da lui stesso sul suo giornale grazie ai magistrati di cui sa. E se lo stesso facessero (trascurando per un attimo la mandria del travagliume), il giornalista Bonini, tanto per dire, o l’ex giornalista Lodato, o il giornalista Ferrarella, o i colleghi Sallusti, Belpietro e Feltri senior, poi qui mi fermo per via che coi nemici sto esagerando, ecco allora come l’insormontabile scoglio delle nuove regole per eleggere il Csm, presidio di una casta niente male, assumerebbe la consistenza di una cacchina galleggiante tra le Azzorre.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • eleonid

    28 Giugno 2019 - 13:01

    Quale cataclisma dovrebbe accadere in Italia per fare ricrescere le palle agli uomini? Cito gli uomini non per discriminarli dalle donne , ma perché per queste, anche se non si vedono, le palle non sono mai sparite. Si dirà ma che c'entrano le palle con l'inciucio giornalisti-magistrati? A me sembra che c'entrino , se si avesse il coraggio di smetterla con la calunnia e la dietrologia usate a fini puramente politici e quel che peggio personali. Così comportandosi le due categorie ,molto influenti nel pensiero della società, non fanno altro che sovvertire i cardini del nostro vivere civilmente basato sulla fiducia delle istituzioni repubblicane.

    Report

    Rispondi

  • giantrombetta

    28 Giugno 2019 - 09:09

    Fino a ieri le uniche Caste sopravvissute erano quelle dei giornalisti e dei procuratori, ovvero dei principali protagonisti della pluridecennale lotta alle Caste, soprattutto quella politica. Per la verita’ questa battaglia l’hanno combattuta a fianco della maggioranza dei politici, curiosamente votati al suicidio. Pare dai sondaggi che ora la stragrande maggioranza del popolo non riponga più fiducia ne’ nei politici ne’ ne’ nei magistrati. Quanto ai giornalisti non saprei perche’ non trovo sondaggi che riguardino la loro credibilità.

    Report

    Rispondi

Servizi