La questione del congiuntivo è dura a morire

Consigli su cosa suonerebbe davvero colto oltre alle lezioni dei babbei perculati

5 Aprile 2018 alle 06:13

La questione del congiuntivo è dura a morire

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Ancora tiene banco, né mostra segni di flessione, la questione cosiddetta del congiuntivo. Se sia decente o no prendere per i fondelli il pentastellato che tanto spesso v’inciampa; se sia segno di radicalismo chicchissimo e snobissimo, o piuttosto di qualcos’altro, rinfacciare il mancato titolo di studio a questo o a quell’altro signore con prestigioso incarico istituzionale; se le cuoche al governo abbiano o meno il diritto di usare il linguaggio colorito che non solo è loro proprio, ma sovente più apprezzabile del linguaggio sbiadito; o perfino quanto si sia dimenticata, la sinistra chic, di quando un bracciante non eccessivamente colto come Di Vittorio si trovò a suo agio nella direzione nazionale di un movimento dove certo non mancavano le persone istruite. Mah! Difficile esprimersi sugli aspetti meno immediati del problema. Però mi piacerebbe sentir dire da qualcuno dei babbei perculati, e magari da uno soltanto di loro: “Ora ve lo dico: a me mi piaceressero due cose: che i giudici si separerebbero le carriere e che noi non ci facevamo sempre la gogna agli altri su feisbuk e sui giornali”. Suonerebbe colto.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    06 Aprile 2018 - 11:11

    Con o senza congiuntivo Di Maio è buffo ,anche tutti i grilleschi sono buffi .Non dichiarano non argomentano enunciano. L'Italia ha sempre avuto le sue perle ,le sue eccellenze diverse nel tempo. Da Cavour ,mavalà facciamo da Giolitti a Di Maio.

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  • fabriziocelliforli

    05 Aprile 2018 - 13:01

    MAGISTRALE!

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