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L’ultimo messaggio di Leonardo

La recensione del libro di Maria Pirulli e Stefano Ferrio, Skira, 301 pp., 18 euro

18 Settembre 2019 alle 13:24

L’ultimo messaggio di Leonardo

Adele Cattaneo, indomita e volitiva psicologa milanese, è colpita da un’improvvisa illuminazione. Forte della sua formazione artistica, mentre osserva un poster della Vergine delle Rocce, capisce che il capolavoro leonardesco contiene la firma del suo geniale autore: Maria, l’Angelo e il Bambino compongono con le dita le tre iniziali di Leonardo da Vinci. Ma l’intuizione è troppo folgorante, per essere casuale. La giovane donna sente che c’è dell’altro, che c’è un “altrove”. Qualcuno l’ha ispirata.

 

Adele Cattaneo è l’alter ego letterario di Maria Pirulli, storica dell’arte e specialista nel linguaggio dei segni. Dopo la pubblicazione lo scorso anno del saggio La lingua dei segni nella Vergine delle Rocce (Mimesis 2018) in cui raccoglie l’insieme delle sue ricerche e tesi interpretative su Leonardo, l’autrice ne trae liberamente questo romanzo autobiografico, scritto a quattro mani con Stefano Ferrio.

 

I due autori danno vita a un fantasy spericolato, in cui succede di tutto e di più. L’ultimo messaggio di Leonardo è una trama enigmatica, iper realista, un intrico di vicende misteriose ed esoteriche, tipicamente nel solco del popolarissimo Codice da Vinci e dell’analoga letteratura per il grande pubblico. Il testo è strutturato in una cinquantina di capitoli brevi, di facile lettura, che rimbalzano di continuo fra vari àmbiti cronologici e narrativi, dal presente al passato remoto, al passato prossimo. Religione, arte e storia si intrecciano a potere, violenza, lussuria; episodi oscuri e inspiegabili si susseguono a ritmo incalzante.

 

Nel Quattro-Cinquecento il protagonista è ovviamente Leonardo da Vinci, tormentato dal dispotismo di Lodovico il Moro e avvolto nelle complesse vicende, note e meno note, che costellano la biografia del più grande genio di tutti i tempi, fino alla morte in Francia. “Il Moro avanzò di un paio di passi verso la tenda: ‘Vi annuncio che si chiama dunque camera oscura questa meraviglia della scienza matematica e fisica: una macchina grazie a cui potremmo potenziare, con le dovute accortezze, la nostra capacità di osservare inosservati, smascherando per tempo una qualsiasi trama congegnata a nostro danno’”.

 

Ai giorni nostri, il romanzo spazia dalla Nasa, con la sua sonda su Saturno, al progetto di un kolossal miliardario su Leonardo, da parte di produttori privi di scrupoli. Nel corso degli eventi incontriamo il Papa in carne e ossa, e un bambino sordomuto che “sente” la musica. Adele/Maria, l’eroina della complessa vicenda, è innocente ma non ingenua: affronta con caparbietà gli accadimenti più strani, cerca di farsi valere ma capisce di essere predestinata, di non potersi sottrarre.

 

“Sorridendo per quelle parole dei suoi amici, Adele girò lo sguardo prima sulla tangenziale che portava in un indistinto altrove, poi sui più vicini palazzoni periferici, prospettiva oltre la quale torri lucenti e guglie d’altri tempi orchestravano i mood della metropoli. Come se qualcosa, o forse ‘qualcuno’, la stesse chiamando dal cuore di Milano”.

   

L’ultimo messaggio di Leonardo

Maria Pirulli e Stefano Ferrio

Skira, 301 pp., 18 euro

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