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Meno male che la Nato c’è

Il ministro della Difesa tedesco tesse l’elogio dell’Alleanza atlantica sul New York Times

25 Febbraio 2019 alle 10:14

Meno male che la Nato c’è

La bandiera della Nato (Foto LaPresse)

“In aprile, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del nord, la Nato, celebrerà il suo settantesimo compleanno”, ha scritto sul New York Times Ursula von der Leyen, ministro della Difesa tedesco. “Fondata agli albori della Guerra fredda, è oggi rilevante quanto lo era allora, visto che in molti sentono che l’ordine internazionale è sotto pressione. Infatti, se la Nato non esistesse, i sostenitori del mondo libero dovrebbero inventarla. Anche se l’obiettivo principale della Nato rimane quello di garantire la sicurezza dei suoi membri, non è mai stata puramente un’alleanza militare. È anche un’alleanza politica, fondata sulle aspirazioni comuni dei suoi membri che, come recita il trattato costitutivo, ‘sono determinati a garantire la libertà, il patrimonio condiviso e la civiltà dei suoi popoli, fondati sui principi della democrazia, della libertà individuale e dello stato di diritto’. Questi principi, oggi, sono sotto assedio.

 

L’aggressione della Russia ai danni dell’Europa orientale, l’assertività della Cina nel Mar cinese meridionale, il terrorismo dello Stato islamico che si diffonde dal medio oriente alle capitali europee, i regimi autoritari che stanno sviluppando armi nucleari… per quanto queste sfide siano diverse, hanno un elemento in comune: provengono tutte da attori che si oppongono all’ordine internazionale. Le democrazie della Nato devono restare unite per superare queste difficoltà. Insieme, siamo più forti di quanto anche la più potente di noi sarebbe da sola. Soprattutto, la Nato non è un’organizzazione transatlantica soltanto nel nome. Rappresenta quel legame speciale, persino emotivo che esiste tra il continente americano ed europeo. Per un tedesco, le immagini della caduta del Muro di Berlino sono inestricabilmente legate a questa alleanza, e il mio paese è particolarmente grato per la sicurezza e le opportunità che la Nato ci ha assicurato per decenni. Quindi, sì, in aggiunta ai benefici pratici delle sue basi, truppe e strutture, la Nato ha anche un valore intrinseco. Forse il più basilare beneficio della Nato è che conferisce prevedibilità in un modo imprevedibile.

 

La nostra inamovibile adesione all’Articolo 5, la disposizione del trattato Nato di una difesa collettiva, assicura che la nostra comune sicurezza sia davvero indivisibile. Quindi è una buona cosa che l’Unione europea stia ora effettuando passi significativi per aumentare la propria potenza militare. Se i membri dell’Unione europea riusciranno ad armonizzare la propria pianificazione difensiva e l’acquisto di armamenti, oltre che a legare tra loro le forze armate, allora tutto questo andrà ad aggiungersi alla forza della Nato. Una Nato più forte servirà gli interessi di tutti i suoi membri. Soprattutto – conclude Ursula von der Leyen, ministro della Difesa tedesco – manderà un segnale chiaro a chi si oppone all’ordine internazionale basato su regole comuni: noi, alleati transatlantici siamo pronti a difendere la nostra terra, il nostro popolo e la nostra libertà”.

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