ricetta seriale
Quel retrogusto agrodolce in "Rooster"
La nuova serie comedy con Steve Carell è abbastanza classica dal punto di vista narrativo, mentre appare più peculiare e “stile Hbo” nella scelta della pasta visiva. Una visione godibile e dalle buone premesse
Ha debuttato da qualche giorno su Hbo Max Rooster, nuova serie comedy – ma dal retrogusto agrodolce – creata da Bill Lawrence (già creatore di Ted Lasso e Scrubs). Protagonista Steve Carell (sempre bravo, mai nulla da eccepire) che qui interpreta Greg Russo, uno scrittore di mezza età e divorziato, che ha creato un personaggio letterario – Rooster, appunto – nel cliché del tipico maschio alfa. Discreta fortuna economica, minor successo complessivo nella vita reale. L’uomo si reca in un’università della Ivy League con la scusa di una lezione. In realtà è andato a trovare sua figlia Katie, che in quel college insegna e che ha appena visto la sua vita famigliare andare in pezzi quando il marito Archie, anch’egli docente lì, ha deciso di tradirla con una sua studentessa (giovane, alta, magra e colta quanto basta). Greg prova a prendersi cura della figlia come può; in realtà la sua presenza è spesso foriera di situazioni imbarazzanti (suo malgrado).
Tra le altre cose, viene corteggiato da una poetessa e docente dell’università (con esiti abbastanza mesti) e deve gestire il preside di facoltà, un uomo eccentrico e completamente fuori dagli schemi che lo riceve in una sauna da lui costruita nel giardino di casa. Greg è un uomo tutto sommato normale che deve rapportarsi con personaggi strambi, situazioni al limite del surreale e un mondo che pare dominato da un impazzimento generale (il politicamente corretto e i paradossi che ne derivano ne sono spesso la causa scatenante). La sua tenerezza al limite della goffaggine lo rendono naturalmente empatico e la recitazione (e la faccia) di Steve Carell indubbiamente aiutano. A fine pilot (per ora è disponibile solo il primo episodio) non si è ancora arrivati alla decisione di Greg di rimanere in università (svolta narrativa già anticipata nel trailer) ma siamo alle porte. La serie, abbastanza classica dal punto di vista narrativo, appare invece più peculiare e “stile Hbo” nella scelta della pasta visiva, un po’ sporca e vintage dal retrogusto e da una colonna sonora molto ricercata. Una visione godibile e dalle buone premesse. Dato chi l’ha creata, ci si attende un protagonista decisamente all’altezza.
Qual è il tono della serie in tre battute?
“I miei libri sono da leggere in spiaggia. Sono leggeri, divertenti. I personaggi virtuosi fanno sesso, agli altri sparano in faccia”
“Tengo un corso sulla poetica di Bad Bunny”
“Il grasso bruno non esiste”