Ricetta seriale

Il fascino scorretto della giustizia. Argentero appende il camice al chiodo e indossa l'abito dell'Avvocato Ligas

Nel nuovo legal drama Sky, un penalista milanese, brillante e spregiudicato, deve ricominciare da zero dopo uno scandalo. Tra intuizioni geniali, indagini sul campo e notti all'insegna dell'evasione, la serie tiene insieme registri diversi

Gaia Montanaro

Ligas la legge ce l’ha già nel cognome. Per quanto riguarda invece la giustizia, è tutta un’altra storia. Sky punta su un nuovo legal drama: Avvocato Ligas – sei episodi da cinquanta minuti ciascuno – ha debuttato il 6 marzo (su Sky e Now) e ha il volto di Luca Argentero. Appeso (per il momento) il camice al chiodo, Argentero indossa l’abito – spesso gessato, rigorosamente firmato – di un avvocato penalista del foro milanese. Spregiudicato, brillante, scorretto e donnaiolo, Ligas spinge e piega la legge per difendere i propri clienti. Licenziato da un importante studio milanese (per questioni di corna), Lorenzo Ligas si trova a dover ricominciare tutto da capo, ben conscio delle proprie capacità e scegliendo al proprio fianco una brava praticante – Marta Carati (Marina Occhionero) – sua antitesi in tutto e proprio per questo a lui complementare. Ligas si destreggia tra intuizioni geniali, un po’ di indagine sul campo e notti all’insegna dell’evasione. Utilizza il suo fascino e il suo sorriso scorretto per vincere le cause, prima fuori dall’aula che dentro. Ha i tratti dell’antieroe con una ferita dentro (il rapporto naufragato con la moglie – Gaia Messerklinger – e la loro bambina, che tenta costantemente di recuperare).

 

La scrittura della serie è solida, con guizzi e buon ritmo (quasi adrenalinico nel pilota, poi si allarga dal secondo episodio in poi, a beneficio della godibilità della visione). Un mondo narrativo ben descritto, grazie anche al romanzo di Gianluca Ferraris da cui la serie prende le mosse, con una messa in scena che forse necessiterebbe ancora di qualche accortezza in più (ci sarà tempo, dato che hanno annunciato che arriveranno altre due stagioni della serie – scritte e girate in contemporanea). Il cast è solido e ben pensato (tra i non ancora citati, Barbara Chichiarelli e Flavio Furno) e l’ambientazione nordica dà sostanza e credibilità al racconto. Il pregio maggiore di Ligas però appare essere la capacità di tenere insieme, in modo abbastanza armonico, registri diversi: si passa da toni leggeri e ironici a momenti più muscolari e qualche tocco emotivo. Una buona serie, che intrattiene e che guarda ad un pubblico largo e dai numeri idealmente sostanziosi. A Ligas alla fine ci si può affezionare, come con i ragazzi fascinosi e un po’ “sbagliati”. Odi et amo. 

 

Qual è il tono di Ligas in tre battute? 

“Anche la disperazione ha le sue debolezze”

“Lei pensava di trovare la giustizia qui dentro? Qui c’è soltanto la legge. E sono due cose ben diverse”

“Non sei in grado di dire di no ad una gratificazione istantanea”

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