Bacco e gli altri. Ecco i Buscetta del vaccino

Salvatore Merlo

Prima stavano in tv in quota matti No vax, ora ci vanno, come l'altra sera da Giletti, in quota pentiti. Oramai è diventata una professione

L’unica cosa che non cambia è che stanno perennemente in televisione. Fateci caso.  Parlano da dietro lunghi tavoli, o sospesi su precari sgabelli, o accucciati su basse poltroncine, o compressi su rigidi divanetti. Solo che prima parlavano da No vax, e il conduttore o la conduttrice li stava a sentire con l’indice pensoso sul labbro. Mentre ora parlano da pentiti del No vax. Testimoniano l’orrore. “Sbagliavamo”.  E il conduttore o la conduttrice li sta sempre a sentire pensoso con l’indice sul labbro.  Mercoledì, per dire, da Massimo Giletti c’era Pasquale Bacco, negazionista del Covid, medico, autore di quel libro per citrulli dell’antivaccino a cui il dottor Gratteri aveva regalato una sua preziosa prefazione. Gratteri s’era poi scusato (dunque pentito). Ma il punto è che ora s’è pentito pure Bacco. “Ho sbagliato a dire che il vaccino è acqua di fogna”. Ma va? 

Prima girava librerie e studi televisivi in quota mattoidi, adesso ci rimane ma in quota Tommaso Buscetta. E mica è il solo. Quella del pentito antivaccinista sta diventando una  professione. Sarà, alla fine, l’unica cosa che ci resterà del Covid assieme (forse) al Pnrr. Appelli, interviste, scuse, preghiere a favore di telecamera... “Perdonatemi”. Quando perdi l’efficacia come “No vax” basta che ti fai il richiamo, la terza dose, come “pentito” e duri un altro anno nei talk-show. Non c’è Bianca Berlinguer che non ti inviti. Da quelle parti, si sa, non buttano mai niente. Neanche Mauro Corona.

E allora ecco il dottor Bacco che pare stia preparando un nuovo libro che dice tutto il contrario del primo libro. Ecco l’ex leader antivaccinista veneto Lorenzo Damiano (“vi prego vaccinatevi”), lui che a Conegliano s’era candidato sindaco contro il vaccino e adesso chissà che non faccia l’assessore alla Sanità pro vaccino. Ed ecco pure i “coniugi  del siero”, tipo Olindo e Rosa,  i palermitani Maurizio Cardella e Anna De Francisci.  “Ora proviamo a fare cambiare idea alla gente, ci sono ancora tantissimi No vax in giro”.   

Rimangono tuttavia alcune certezze. Per fortuna. C’è ancora un gruppo di gente tosta che non si piega. I Luciano Liggio del No vax, praticamente. Altro che Buscetta. C’è la dottoressa Alessandra Schilirò, la funzionaria di polizia dalle idee assai chiare sul complotto mondiale e la dittatura sanitaria. E poi c’è ovviamente  il tendone da circo di Lilli Gruber. Con Massimo Cacciari. Apparentemente incoercibile, il prof. Quello manco col 41 bis lo pieghi. “Il  vaccino non risolve il problema”.  A meno che la tv non viri definitivamente solo sui pentiti. Escludendo gli altri. E Cacciari rinuncia alla televisione? Davvero? Piuttosto si fa tre vaccini in una volta sola.

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.