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Foglio sportivo

Da Sainz a Sinner, si può vincere con la gentilezza

Umberto Zapelloni

Ancora prima di vincere, il pilota e il tennista hanno messo in campo la loro buona educazione. Non tutto lo sport è pieno di gente che insulta il suo avversario, ma anche questo fa notizia

Non tutto lo sport è pieno di gente che insulta il suo avversario. Ma fa comunque notizia quando vedi uno sportivo che scende in campo armato di sorrisi e buona educazione. Perché anche così si diventa un esempio per chi ti sta a guardare, magari pronto a fischiare il tuo avversario. Prendete Carlos Sainz e Jannik Sinner per citare gli ultimi due che, ancora prima di vincere, hanno messo in campo la loro buona educazione. Carlos Sainz è stato licenziato sul più bello a inizio stagione. Una telefonata, invece di allungargli la vita, gli ha stroncato la carriera. O, almeno, ci ha provato. Perché lui, dopo aver incassato il colpo, ha detto che la Ferrari sarebbe restata comunque per sempre nel suo cuore e che lui avrebbe dato il massimo fino all’ultimo chilometro dell’ultimo giro per lasciare un bel ricordo. Anche quando a mandarlo k.o. ci ha provato un attacco di appendicite, lui dopo essersi fatto operare d’urgenza a Gedda, a meno di 24 ore dall’intervento si è strappato le flebo per correre in pista a dare i suoi consigli a baby Bearman che stava correndo con la sua auto. Alla fine, in Australia, due settimane dopo essersi fatto aprire la pancia con un bisturi, si è preso tutte le bollicine italiane per sé, festeggiando una vittoria fantastica. Anche in quel momento non ha trovato sassolini nelle scarpe, ha semplicemente ricordato di non avere ancora un posto di lavoro per il 2025. Educato e sorridente.

Un po’ come Jannik Sinner, l’altro rosso che aveva cominciato l’anno facendo suonare Fratelli d’Italia a Melbourne. Anche Jannik va avanti a sorrisi, educazione e servizi micidiali. E se non bastasse quello che combina con la racchetta, riesce a fare miracoli anche con un ombrello, una bottiglietta d’acqua e un asciugamano. La sua foto mentre regge l’ombrello all’ombrellina a Indian Wells ha fatto il giro dei social e del mondo. Come le immagini di Miami in cui prima gioca in carrozzina con il re dei tennisti paralimpici, poi si preoccupa per il malore di una spettatrice in tribuna, si ferma, corre al frigobar a prendere dell’acqua e la passa insieme ad asciugamani e ghiaccio ai soccorritori. Pronto soccorso Sinner. Gli è venuto così, naturale, mentre arbitro e avversario lo stavano a guardare stupiti. È tutta questione di abitudine a comportarsi in un certo modo. Se impari da piccolo a non dare del negro ad un avversario, minacciarlo dicendo che gli taglierai la gola, prenderlo a testate o semplicemente mandarlo a quel paese, vedrai che da grande non lo farai né in campo né in tribuna. E vedrai che neppure a tua moglie verrà voglia di far sciacquare la bocca a qualcuno sui social dove, intendiamoci, in tanti dovrebbero imparare la buona educazione e le buone maniere.

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