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that win the best

Quelli che da bambini tifavano per l'Al-Nassr

Jack O'Malley

Dalla vicenda rivelatrice dei sauditi che fanno razzia nel calcio europeo, alla strana candidatura congiunta di Italia e Turchia per ospitare l’Europeo 2032

Orfano di bionda al bancone del pub, ho avuto la momentanea lucidità per accorgermi del fatto che se c’è qualcosa di buono che questa storia dei sauditi che fanno razzia nel calcio europeo ha portato è avere svelato i pensieri di molti cuori, a partire da quelli dei giocatori che si fanno coprire d’oro per dare calci al pallone con i beduini. Avete fatto caso che non siamo più costretti a sentire le solite banali puttanate sulla passione, sulla nuova sfida sportiva, sul progetto “scelto perché ambizioso”? Nessun “da bambino tifavo Al-Nassr”, zero “ho sempre sognato di sfidare l’Al-Shabab nella Coppa UAFA” (si chiama così), né frasi su quanto sarà bello segnare il primo gol sotto la curva dell’Al-Hilal. Quasi tutti i calciatori che stanno andando a ingrossare le file di un campionato meno accattivante del Mondiale femminile ammettono di avere accettato l’offerta soltanto per soldi. 

 

Dimenticate anche le belle parole sui diritti umani, of course, con i calciatori attivisti che di colpo si scordano l’importanza di difendere omosessuali, trans, stipendi delle donne e clima rovinato dal petrolio. Il caso che fa discutere di più l’Inghilterra è quello di Jordan Henderson, trentatreenne ex capitano del Liverpool che ha detto sì all’offerta di 700 mila sterline a settimana dell’Al-Ettifaq, allenato da Steven Gerrard. Qualcuno in queste ore ha ricordato l’impegno attivo di Henderson per le cause Lgbtq+, le sue prese di posizione pubbliche in favore dei diritti gay, la fascia arcobaleno indossata con orgoglio. E adesso? I canali social dell’Al-Ettifaq hanno pubblicato un video con le sue migliori giocate per annunciarne l’acquisto, modificando i colori della fascia da capitano, che appare in bianco e nero in tutte le riprese. Il calciatore tedesco Thomas Hitzlsperger, ex di molte squadre inglesi che nel 2014 a carriera finita confessò di essere omosessuale, ha detto che il “brand” di amico della comunità Lgbt di Henderson “è morto”, il gruppo ufficiale di tifosi Lgbt del Liverpool, Kop Outs, ha messo in dubbio il fatto che Henderson sia mai stato un vero loro alleato, e tanti tifosi sensibili alla causa si sono detti “molto delusi”. Capita, quando certe battaglie sono un brand da sfoggiare. 

 

E a proposito, complimenti all’Italia che si candida a ospitare gli Europei del 2032 insieme alla Turchia. Dal “Nuovo Rinascimento” del calcio italiano con dieci stadi per Euro 2032 annunciato pochi mesi fa alla partnership calcistica più assurda che potesse esserci, con stadi dimezzati. Leggo dichiarazioni a proposito di “mondi contraddistinti da profonde radici storiche, due culture che, nel corso dei millenni, si sono reciprocamente contaminate influenzando in maniera sostanziale la storia dell’Europa mediterranea” come spiegazione della candidatura di coppia, e vorrei ordinare anche io quello che servono al bar della Figc. Poi vorrei essere nelle redazioni dei giornali sinceramente democratici italiani che chiamano Erdogan dittatore per vedere come se la caveranno. Possono chiedere consigli a Jordan Henderson. O sperare che entro il 2032 l’apocalisse climatica abbia già fatto il suo dovere, e non ci sia nessun Europeo da giocare.

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