Foto Ap, via LaPresse

qatar 2022

A cosa serve la finale per il terzo posto ai Mondiali?

Andrea Trapani

Chi si ricorda il gradino più basso del "podio" degli Stati Uniti nella prima edizione del 1930? O quello degli Azzurri a Italia 90?

La finale del terzo posto è un’occasione imperdibile per il Marocco? Probabilmente no. Una medaglia di bronzo è tanto prestigiosa alle Olimpiadi quanto inutile ai Mondiali. Ne è consapevole perfino il tecnico marocchino. "Questa partita è fastidiosa da giocare, gestire una delusione è sempre complicato”, ha ammesso Walid Regragui in conferenza stampa. “È difficile abbellire il match contro la Croazia e riempirlo di significati, è la finale di domenica che volevamo giocare".

 

I terzi posti che quasi nessuno ricorda

Impossibile dargli torto: la finale del terzo posto viene dimenticata da (quasi) tutti. Non è un piazzamento a cambiare il racconto di un Mondiale. Chi si ricorda del terzo posto degli Stati Uniti nella prima edizione del 1930? Lo stesso vale per Italia 90, esiste qualche tifoso che sfoggia quella vittoria? Fossero stati i Giochi Olimpici magari ne avremmo parlato un po’ di più, anche se il pallone non ha mai un gran fascino sotto la bandiera a cinque cerchi.

Il calcio, quello che conta, infatti è cinico. Partecipare è importante, ma vincere è tutto. Nelle competizioni internazionali si gioca e quando si perde finisce tutto. Nessuna medaglia di consolazione può alleviare una sconfitta. Sono innumerevoli le finaliste di Champions League che abbiamo visto piangere nel ricevere un inutile orpello in argento, figuriamoci cosa sarebbe successo con un metallo meno nobile.

 

Un bronzo arrivato dopo 56 anni

Il bronzo serve alle statistiche, anche se talvolta bisogna attendere molto per saperlo. Ad esempio, gli statunitensi terzi nella prima edizione in Uruguay sono stati avvisati di essere arrivati sul podio solo nel 1986. Non è un errore: hanno aspettato ben cinquantasei anni prima che venisse redatto un rapporto Fifa che stabiliva, retroattivamente, che gli USA si classificarono al terzo posto e la Jugoslavia al quarto, in virtù della migliore differenza reti degli americani nelle gare disputate. Una graduatoria beffardamente confermata dalla stessa Fifa nell'albo d'oro, nonostante a Montevideo - raccontano le cronache dell’epoca - entrambe le squadre avessero ricevuto una medaglia di bronzo. Mal di poco. Anche venti anni dopo non fu prevista nessuna finale per decidere chi dovesse arrivare terzo: in quel caso, unico nella storia dei Mondiali, venne incontro il fato visto che le due partite conclusive del girone finale furono giocate rispettivamente tra le prime due e tra le ultime due nella classifica parziale (Uruguay e Svezia superarono rispettivamente Brasile e Spagna, ndr).

 

Germania campione di podi

Da allora la finale mondiale del terzo posto si è sempre giocata. Forse più per dare completezza (e incassi) al torneo che per reale necessità. La Germania guida questa speciale classifica: è arrivata terza quattro volte, seguita da Brasile, Francia, Svezia e Polonia. I polacchi, a quota due, sono la rappresentazione plastica di quanto poco conti salire su quel gradino del podio: è successo nel 1974 e nel 1982, eppure raramente appaiono nei racconti di quelle due edizioni.

Per non parlare del Brasile 2014 che arrivò, non senza patemi, in semifinale dove perse sonoramente contro la Germania: due giorni dopo, rimasto senz’anima, perse di nuovo contro l’Olanda, ma a quel punto a nessuno importava del risultato. Terzi o quarti, non faceva la differenza. Come per l’Italia che, nel 1978, perse proprio contro i verdeoro allo Stadio Monumental di Buenos Aires. Non sarebbe cambiato niente per quel gruppo, i prodromi di Spagna 1982 erano nati a prescindere da una medaglia.

 

L’ultima medaglia degli Europei

Bizzarra coincidenza che, negli Europei di calcio, fu proprio l’Italia, nel 1980, a disputare l’ultima sfida per il terzo posto perdendo, ai rigori, contro la Cecoslovacchia, in una finale - giocata in casa - dal sapore amaro come quella di dieci anni dopo ai Mondiali.

Già, da allora gli Europei non chiamano più le sconfitte in semifinale a sfidarsi tra di loro. Un’ottima scelta visto che, come ha detto Regragui, si tratterebbe solo di una partita tra rimpianti e rimorsi. Quando la Uefa ha deciso di non far disputare più la finale del 3° e 4° posto, ha deciso anche di non assegnare alcuna medaglia alle due eliminate. In realtà, la decisione venne rivista in occasione degli Europei del 2008 e del 2012; nel 2008 furono Russia e Turchia a essere premiate, mentre quattro anni dopo fu il turno di Germania e Spagna. Dall’edizione 2016 la Uefa è tornata a non premiare più nessuno con il bronzo e, anche per Euro 2020, la scelta non è più cambiata. Meglio così.

Di più su questi argomenti: