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L’orrenda bellezza dell’Europa League

Come non amare la versione cheap della Champions? L’isteria attorno all’Inter e Mou che non è Mou

22 Febbraio 2020 alle 06:15

L’orrenda bellezza dell’Europa League

Foto LaPresse

Passano gli anni, ma poche cose riescono a regalarmi la goduria grottesca delle partite di Europa League. Povera e bella, la coppa sfigata dell’Uefa è più simile alle atmosfere epiche del calcetto tra colleghi il giovedì sera che all’aria rarefatta e artificiale delle vette della Champions League. Via di mezzo tra girone infernale e cornice del Purgatorio, l’Europa League ai sedicesimi regala ancora trasferte in paesi improbabili contro squadre che giocano in stadi da provincia laziale. I giocatori protagonisti si...

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Jack O'Malley

Jack O'Malley nasce a Sheffield quando lo United era in seconda divisione. Dopo un'infanzia felice trascorsa nel cottage di famiglia nello Yorkshire, si trasferisce nella capitale per iniziare una lunga carriera in tutti i settori del giornalismo, fino ad approdare – dopo una parentesi di dieci anni in Italia – all'argomento che più ama: la Premier League. Adora il tè delle cinque, le passeggiate col suo setter nella calma di Hyde Park e non disdegna un buon bicchiere di brandy. Pensa che non ci sia nulla di più bello di Londra avvolta dalla nebbia o sotto la pioggia. Uomo dallo spiccato sense of humour, per il Foglio scrive ogni martedì di calcio inglese nella rubrica "That win the best", titolo che non lo entusiasmava finché dalla redazione non gli hanno spiegato che era la citazione di un film italiano. E' su twitter.

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