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Il Var che nuoce alla salute e il ritorno di Maradona

In Premier League già non ne possiamo più. El Pibe ha oscurato le mirabolanti imprese di De Rossi

13 Settembre 2019 alle 18:55

Il Var che nuoce alla salute e il ritorno di Maradona

Diego Armando Maradona alla presentazione come nuovo allenatore del Gimnasia y Esgrima La Plata (foto LaPresse)

Il Var ha rotto le palle. Qualche giorno fa il capo degli arbitri della Premier League, Mike Riley (uno dei pochi fischietti magri dalle nostre parti) ha ammesso che nelle prime giornate del campionato inglese sono stati almeno quattro gli errori decisivi commessi nonostante l’introduzione del Var. Venerdì il Sun è cascato nel solito giochetto pigro che solitamente piace tanto a voi italiani: riscrivere la classifica “depurata” dagli errori arbitrali. Secondo loro il Watford non sarebbe ultimo con un punto, e molto probabilmente l’allenatore Javi Garcia non sarebbe stato esonerato. Non soltanto la squadra di Pozzo, però: qua e là altre formazioni dovrebbero avere qualche punto in più o in meno. Un giochetto più inutile di un’opinione di Beppe Severgnini, essendo il calcio uno degli sport meno prevedibili al mondo (era rigore e non è stato fischiato? Va bene, ma come puoi sapere che poi avrebbero fatto gol?). Lo amiamo per questo, il football, perché non sai quasi mai cosa può capitare, e anche l’analisi di tutti i dati in possesso di un allenatore non potrà mai prevedere la svirgolata nella propria porta del difensore più forte in campo al 93’. Lo sapete benissimo che il Var nuoce alla salute, noi in Inghilterra già non lo sopportiamo più, soprattutto quella sua applicazione manichea sul fuorigioco, quando un millimetro in qua o in là determina salvezza e dannazione senza possibilità di scampo. L’esultanza in differita è una delle cose che più fanno male in assoluto, così come l’orrenda beffa dell’annullamento che arriva interminabili minuti dopo l’esultanza liberatrice sotto la curva. Non sempre il progresso porta miglioramenti nel calcio.

 

Neppure il conservatorismo a tutti i costi, lo ammetto: ho letto che Michel Platini è pronto a tornare, adesso che la sua inibizione sta per finire. Io sto al giustizialismo come padre Spadaro alla sobrietà delle opinioni, ma l’idea che lo smilzo Michel voglia tornare per vendicarsi dei torti subìti e usare il calcio pure lui come campo di battaglia mi fa venire voglia di ordinare altra birra per dimenticare. Almeno il ritorno di Diego Armando Maradona avrà effetti meno dannosi. El Pibe de oro è il nuovo allenatore del Gimnasia La Plata, squadra ultima in classifica del campionato argentino (per farvi capire: la vostra squadra di calcetto del giovedì sera gioca meglio). Entusiasmo alle stelle il giorno dell’annuncio, stadio gremito e sciarpe del Napoli per le strade della città (quelle non mancano mai). Il presidente ha ammesso di avere chiesto a Maradona di allenare la squadra dopo avere saputo che Diego era a Buenos Aires a non fare nulla. Perfetta operazione di marketing, ora tutto il mondo parla di una squadra semisconosciuta. Pare che il Napoli abbia già chiesto di organizzare un’amichevole con il Gimnasia, forse nella speranza che almeno lì gli spogliatoi siano agibili. Disperati i giornalisti romanisti italiani: la notizia di Maradona che torna ad allenare ha oscurato le mirabolanti imprese di Daniele De Rossi nelle terre d’oltreoceano. Dopo avere colpito un proprio compagno per sbaglio durante una partita ed essere andato a fare la spesa al supermercato (entrambi i gesti tecnici sono stati esaltati – “che grinta!”, “che umiltà!”) chissà quali nuove lezioni di calcio e vita ha in serbo per i freddi e distaccati cronisti sportivi italiani.

Jack O'Malley

Jack O'Malley nasce a Sheffield quando lo United era in seconda divisione. Dopo un'infanzia felice trascorsa nel cottage di famiglia nello Yorkshire, si trasferisce nella capitale per iniziare una lunga carriera in tutti i settori del giornalismo, fino ad approdare – dopo una parentesi di dieci anni in Italia – all'argomento che più ama: la Premier League. Adora il tè delle cinque, le passeggiate col suo setter nella calma di Hyde Park e non disdegna un buon bicchiere di brandy. Pensa che non ci sia nulla di più bello di Londra avvolta dalla nebbia o sotto la pioggia. Uomo dallo spiccato sense of humour, per il Foglio scrive ogni martedì di calcio inglese nella rubrica "That win the best", titolo che non lo entusiasmava finché dalla redazione non gli hanno spiegato che era la citazione di un film italiano. E' su twitter.

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