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2018, il calcio che verrà

Così cambierà il mondo del pallone con le nuove regole e le trasformazioni che entreranno in vigore nel 2018

31 Dicembre 2017 alle 06:14

2018, il calcio che verrà

Foto LaPresse

Il 2018 sarà ricordato, almeno calcisticamente parlando, come l’anno in cui l’Italia non ha partecipato al Mondiale, come nel 1930 (per scelta) e come nel 1958 (non qualificata). Sarebbe, però, riduttivo e miope attendere l’anno che sta arrivando con le lenti da football e non vedere oltre, perché questo sport ci ha abituati a continue evoluzioni, regolamentari, organizzative e anche mediatiche. L’anno nuovo, all’apparenza, non sembrerebbe portatore di chissà quali novità, basti pensare alla Premier League e alla Liga già indirizzate verso le scontate affermazioni di Manchester City e Barcellona, o allo stesso Campionato del Mondo dove, seppur in attesa della favola da seguire e da tifare, le favorite sono più o meno le stesse da decenni.

 

Eppure il 2018 porta con sé embrioni di cambiamenti importanti, alcuni epocali per chi vive pasolinianamente il calcio come rappresentazione sacra dell’oggi, attraverso riti ancestrali. Altri arriveranno col tempo e con la tecnologia, sempre più invasiva nel raccontare questo sport, nel viverlo e pure nel giocarlo. Le stesse figurine, un’istituzione ancora adesso, si sono dovute adattare al fatto che ci sono giocatori che iniziano il campionato con la maglia di una squadra per finirlo con quella di un’altra, ma questa non è certo una novità.

 

E allora che calcio ci attende? Continuerà ad appassionarci? Continuerà ad attirare milioni di spettatori live e televisivi? Su quali piattaforme? In quali forme? Cioè sempre con gli stessi tornei o con nuove invenzioni?

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