Foto di Utsav Srestha su Unsplash

Editoriali

Un brutto caso di pedopornografia e i giornali che fanno il loro dovere

Redazione

Bene hanno fatto i media italiani, almeno in un primo tempo insolitamente lungo per i ritmi della nostra cronaca, a evitare non solo di fornire nomi, ma anche indizi che avrebbero potuto esporre le persone e i minori coinvolti. Finalmente la giusta privacy

Per una volta faremo i complimenti ai giornali e ai media online italiani per come hanno voluto e saputo gestire la delicata questione del rispetto della privacy, quando poi ci sono di mezzo minori e ipotesi di reato particolarmente odiose e gravi. Ci riferiamo all’arresto di due persone, una insegnante e un giornalista, anzi “un vicedirettore”, legati da una relazione, che si sarebbero scambiati immagini pedopornografiche che documenterebbero anche abusi. Un caso non unico ma particolarmente grave, dati anche i profili personali delle due persone, e aggravato dal fatto che una delle vittime minori – questa l’ipotesi di accusa – sarebbe addirittura la figlia della donna. Bene hanno fatto i giornali, almeno in un primo tempo insolitamente lungo per i ritmi della nostra cronaca, a evitare non solo di fornire nomi, ma anche indizi che avrebbero potuto esporre le persone e i minori coinvolti, in violazione delle leggi sulla privacy. Va anche detto che l’appetito non sempre sano della professione ha aggiunto a poco a poco dettagli tali da violare quelle stesse norme di riservatezza. Ma in ogni caso, si vorrebbe che questa stessa attenzione fosse utilizzata sempre e con lo stesso scrupolo.

Qualche utente dei social ha notato, malignamente, che forse tanto riserbo è dovuto anche al fatto che uno dei protagonisti ora agli arresti è un giornalista, cane non mangia cane. Ma è un’insinuazione più stupida che nemmeno gratuita. E’ vero invece che quell’attenzione alla tutela delle persone coinvolte in procedimenti penali gravi – e si vorrebbe qui ricordare per l’ennesima volta, anche a beneficio di qualche magistrato che la pensa al contrario, che per la Costituzione si tratta di innocenti fino a prova contraria – non è sempre stata rispettata. Non è pura fantasia, purtroppo, chiedersi che cosa sarebbe capitato, ed è capitato, se al posto di due stimati professionisti ci fosse stato un politico, o anche peggio un parroco. Speriamo sinceramente che questo episodio sia un segnale di svolta per il futuro.

Di più su questi argomenti: